domenica, Settembre 13, 2026

“Zero scuse sul clima. Appello del WWF per la prevenzione degli incendi”

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di Salvatore Piccione

Che si ritenga l’attuale assetto produttivo delle società contemporanee responsabile del cambiamento climatico, che lo si imputi a cicliche ed epocali mutazioni del pianeta indipendenti dalla nostra presenza ed azione, che si considerino queste due letture concause di quello che quotidianamente viviamo, non si può negare che anche quest’estate nella Capitale il caldo asfissiante ed i frequenti incendi, diffusi in ogni quadrante di Roma (con annessa liberazione nell’aria di diossina e veleni vari), hanno trasformato la città, così come molte altre parti d’Italia e d’Europa, in qualcosa di simile all’anticamera dell’inferno in terra. Per questo non bisogna perdere l’occasione di sostenere e condividere la bella e importante petizione del WWF “Zero scuse sul clima“: forse l’ultima occasione per indurre i governi europei ad un radicale salto di qualità nelle politiche di riassetto del territorio ed a capillari e strategici interventi per la prevenzione dei futuri roghi. Se non accadrà nulla di risolutivo, se ci si limiterà a sterili espressioni di malessere e scontento, se le agende governative non assumeranno come prioritari, coordinati e improrogabili questi interventi, gli scenari di devastazione di territori, di distruzione di biodiversità, di danni gravi ed irreparabili a persone, animali, cose ed ambiente, con grandi perdite economiche, saranno inevitabili e costituiranno la normalità di ogni futura stagione, ripetendosi, con intensità crescente. Per non rassegnarsi ad un destino così tragico che – oltre a continuare a bruciare altre centinaia di migliaia di ettari di boschi, ad uccidere la fauna che li abita e a causare ferimenti e, talvolta, purtroppo anche la morte di soccorritori e vigili del fuoco che tentano di spegnerli o arginarli – potrebbe scacciarci fra non molti anni dalle nostre città, il WWF Italia presenta il suo Report. “È stata la mano dell’uomo. Cambiare strategia per prevenire gli incendi estremi”.
In esso si chiarisce che è necessario un cambio di paradigma nelle politiche pubbliche: la prevenzione deve diventare il principale investimento nella lotta agli incendi, integrando gestione forestale sostenibile, pianificazione territoriale, tutela degli ecosistemi , coinvolgimento delle comunità locali, monitoraggio del territorio e aggiornamento e piena operatività dei Piani Antincendio Boschivo. Comunque la pensiate, leggetelo: non costa nulla e riguarda ognuno di noi.

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