Tre agenti della polizia penitenziaria sono stati interdetti dal servizio per un anno nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte violenze nell’Istituto penale per minorenni di Casal del Marmo, a Roma. Il provvedimento del gip arriva dopo mesi di indagini della Procura capitolina e dopo la raccolta delle testimonianze dei giovani detenuti. Sono dieci, complessivamente, gli agenti indagati: due per tortura, cinque per lesioni e tre per falso ideologico. Al centro dell’inchiesta ci sono dodici ragazzi stranieri, tra i 15 e i 19 anni, che avrebbero raccontato di essere stati sottoposti a pestaggi, minacce e umiliazioni. Le violenze si sarebbero consumate soprattutto di notte e in alcune aree dell’istituto non coperte dalle telecamere. Il quadro investigativo comprende, oltre alle dichiarazioni delle presunte vittime, immagini della videosorveglianza, relazioni di servizio, denunce e referti medici. In questi ultimi sarebbero state documentate ecchimosi, ferite e altri segni compatibili con le aggressioni denunciate. Il gip, nell’ordinanza che dispone l’interdizione dei tre agenti, parla esplicitamente di «tortura». L’inchiesta era emersa già nei mesi scorsi, quando la Procura aveva iscritto nel registro degli indagati dieci agenti. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli episodi contestati sarebbero avvenuti tra febbraio e novembre 2025 e avrebbero riguardato anche l’uso di sedie, bastoni, oggetti metallici ed estintori durante alcune presunte aggressioni. A segnalare per prima la situazione era stata l’associazione Antigone, che nel luglio 2025 aveva presentato un esposto alla Procura dopo aver ricevuto segnalazioni anche da alcuni operatori dell’istituto. Il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità aveva successivamente presentato due denunce per fare luce sulla vicenda. Per Antigone, il caso non può essere considerato soltanto sul piano giudiziario. L’associazione chiede interventi sulle condizioni degli istituti penali minorili, sulla formazione del personale e sui sistemi di controllo. Antigone ha inoltre annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento. La vicenda di Casal del Marmo arriva dopo il caso dell’istituto minorile Beccaria di Milano e riaccende il dibattito sulle condizioni del sistema penale per i minori. Gli agenti destinatari del provvedimento sono al momento sottoposti a un’interdizione dal servizio nell’ambito delle indagini preliminari. Le responsabilità dovranno essere accertate nel corso del procedimento e resta fermo, per tutti gli indagati, il principio di presunzione di innocenza fino a una eventuale sentenza definitiva.






