Lutto ad Anzio per la scomparsa di Stefano Colasanti, conosciuto da tutti con il soprannome di “Monsignore” e storico titolare del Caffè della Posta, uno dei locali più conosciuti e longevi della città. Colasanti era malato da tempo e negli ultimi giorni le sue condizioni di salute si erano aggravate, fino al triste epilogo che ha suscitato profondo cordoglio tra i commercianti, i clienti e quanti nel corso degli anni avevano avuto modo di conoscerlo. Per la città si tratta della scomparsa di una figura strettamente legata alla storia del commercio locale e alla quotidianità di generazioni di cittadini. Alla guida dello storico bar insieme ai figli, Stefano Colasanti aveva saputo accompagnare il locale attraverso i cambiamenti del tempo, mantenendo salda la sua identità ma dimostrando allo stesso tempo una particolare attenzione alle novità e alle esigenze di una clientela in continua evoluzione. Un commerciante considerato “illuminato”, sempre pronto a sperimentare e a guardare alle nuove opportunità, senza mai perdere il legame con la propria città. La sua attività non si limitava infatti alla gestione del Caffè della Posta: Colasanti era profondamente appassionato del territorio e particolarmente legato a Nettuno, partecipando con attenzione alla vita cittadina e dimostrando una costante disponibilità al confronto con istituzioni, commercianti e cittadini. A ricordarne la figura è anche l’assessore alle Attività produttive Marco Federici, che parla di una “grave perdita per Nettuno” e sottolinea come Stefano fosse sempre attento ai bisogni della città e pronto a offrire consigli preziosi. Un rapporto costruito nel tempo, fatto di dialogo e collaborazione, che aveva portato Colasanti e i suoi figli anche a dare la propria disponibilità a partecipare al Nettuno Wine Festival. Un progetto al quale la famiglia aveva aderito con entusiasmo, ma dal quale era stata poi costretta a rinunciare a causa dell’aggravarsi delle condizioni di salute di Stefano. È il segno di quanto, anche nei momenti più difficili, fosse rimasto forte il suo legame con la vita cittadina e con le iniziative capaci di valorizzare il territorio. Il cordoglio è arrivato anche dall’Amministrazione comunale di Nettuno. In una nota, il sindaco Nicola Burrini e l’Amministrazione si sono stretti con affetto alla famiglia Colasanti, ricordando Stefano come uno storico commerciante della città, capace nel corso degli anni di distinguersi anche per il proprio impegno sociale. Colasanti aveva inoltre partecipato alla vita della banca cittadina, consolidando nel tempo una presenza che andava oltre la semplice attività commerciale. Il Caffè della Posta, sotto la sua guida e insieme a quella dei figli, è diventato negli anni un punto di riferimento per la città, un luogo conosciuto e frequentato da residenti e visitatori, parte integrante del tessuto commerciale e sociale di Nettuno. Dietro il bancone e nella gestione quotidiana dell’attività c’era però soprattutto una persona capace di instaurare rapporti con la clientela e con il territorio, mantenendo un’attenzione costante verso ciò che accadeva intorno a lui. La sua scomparsa lascia così un vuoto non soltanto nella famiglia, ma anche nel mondo del commercio locale e tra quanti erano abituati a incontrarlo nel suo storico locale. Il ricordo che rimane è quello di un uomo profondamente legato alla propria città, capace di coniugare tradizione e innovazione e di trasformare un’attività commerciale in un punto di riferimento della comunità. Per Nettuno si chiude una pagina importante della storia del commercio cittadino. Stefano Colasanti, “Monsignore”, lascia un’eredità fatta di lavoro, passione, impegno e rapporti umani, oltre al ricordo di una presenza che per tanti anni ha accompagnato la vita quotidiana della città.






