“L’episodio di Lipsia segna una nuova escalation sul territorio dell’Unione europea, direttamente attribuita alla Russia, ma fa parte di un quadro più ampio di incidenti sempre più pericolosi: ripetute incursioni nel nostro spazio aereo, droni che paralizzano i nostri aeroporti, interferenze con le nostre infrastrutture critiche”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando alla stampa a Bruxelles insieme al segretario generale della Nato, Mark Rutte. “Gli europei devono fare i conti con la dura verità che questa è la nuova normalità”, ha aggiunto. “Voglio essere molto chiara, questo è stato un attacco con materiale militare portato avanti da un’operazione della Russia in territorio europeo. Non lo tolleriamo. Quest”intimidazione non funzionerà, l’Ue e la Nato sono uniti. Non solo manterremo alta la pressione sulla Russia, ma la alzeremo”. A seguito dell’attacco con un drone all’aeroporto di Lipsia/Halle, gli investigatori hanno identificato due sospetti con legami con la Russia. Come riportano la Sueddeutsche Zeitung, la Ndr e la Wdr, si tratta di un uomo di origine russa con passaporto lettone e di un uomo bielorusso con passaporto russo. “La reazione russa era prevedibile, come abbiamo già visto nelle prime ore e ci aspettiamo anche che Mosca risponda con delle misure. Siamo preparati a questo”. Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Steffen Meyer in conferenza stampa a Berlino. “Presumiamo che il Cremlino abbia ben compreso il segnale di ieri, questi attacchi ibridi non raggiungeranno il loro obiettivo politico. La Russia sta danneggiando se stessa”, ha aggiunto. La Russia “deve porre fine alla guerra contro l’Ucraina. Non è il momento di inasprire e ampliare questo atteggiamento aggressivo nei confronti degli altri Paesi. Non sono queste minacce, questi attacchi ibridi o meno, a far cambiare la posizione dell’Unione europea”. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa in conferenza stampa con il primo Ministro del Lussemburgo, Luc Frieden, esprimendo “solidarietà” alla Germania per gli attacchi con i droni a Lipsia. “La guerra non è la via verso la pace, e nemmeno l’escalation lo è. Al contrario, la via verso la pace è il cessate il fuoco e la seria disponibilità della Russia a impegnarsi a dialogare con gli altri”, ha sottolineato. “Continueremo a sostenere l’Ucraina, indipendentemente dalle minacce che la Russia possa rivolgerci”. Secondo quanto riporta la Bild, il bielorusso con passaporto russo, sospettato per l’attacco all’aeroporto di Lipsia, sarebbe entrato nello spazio Schengen con un visto italiano. Il secondo sospettato, un uomo di origine russa con passaporto lettone, avrebbe svolto un ruolo chiave nella preparazione dell’attentato e, secondo le informazioni dell’Ard, avrebbe legami con un servizio segreto russo. La Russia respinge categoricamente le accuse di Berlino sul suo coinvolgimento nel presunto incidente all’aeroporto di Lipsia e avverte che le misure decise dalla Germania “sono un passo verso la distruzione delle relazioni”. È quanto si legge nel comunicato pubblicato dal ministero degli Esteri russo dopo la convocazione dell’incaricato d’affari tedesco in Russia. “Al diplomatico tedesco è stato comunicato che la parte russa respinge categoricamente le accuse completamente infondate di Berlino sul coinvolgimento russo nel presunto incidente all’aeroporto di Lipsia”, si legge nella nota. Il diplomatico è stato, inoltre, informato che “la decisione del governo tedesco di chiudere il consolato generale russo a Bonn e la Casa russa a Berlino è considerata dalla Federazione russa come un ulteriore passo verso la definitiva distruzione del potenziale di relazioni bilaterali costruito da generazioni di politici e diplomatici russi e tedeschi”. Mosca sottolinea che “Berlino ha deliberatamente lanciato una vera e propria provocazione volta ad acuire le tensioni tra Russia e Germania” e che “le azioni delle autorità tedesche riceveranno una dura risposta”. Le azioni ostili di Berlino nei confronti di Mosca sono oltraggiose e la Russia non merita un simile trattamento, ha dichiarato oggi l’ambasciatore russo in Germania, Sergey Nechaev.
Ieri, il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha annunciato la chiusura del Consolato Generale russo a Bonn a partire dal 18 settembre e la rescissione dell’accordo sulle attività della Casa Russa a Berlino. “Le azioni ostili che abbiamo subito l’1 settembre, con la chiusura del nostro principale consolato generale a Bonn e del nostro più importante centro culturale e umanitario, la Casa Russa in Friedrichstrasse, non solo destano preoccupazione, ma certamente indignazione, poiché non meritiamo un simile trattamento”, ha dichiarato Nechaev ai giornalisti. Chiudendo il Consolato Generale russo a Bonn, le autorità tedesche impediscono l’allestimento di un seggio elettorale per le elezioni della Duma di Stato, ha aggiunto l’ambasciatore. “Servono prove, prove fisiche, considerazioni professionali e, in generale, un ragionamento solido. Dal momento che ci è stata mossa un’accusa così grave, allora deve esserci una prova concreta, supportata da prove fisiche, argomentazioni e ragionamenti. Non ce n’è nessuna. Pertanto, tutto ciò è quantomeno sconcertante”, ha dichiarato Nechaev. Il personale del Consolato Generale russo a Bonn dovrà lasciare la Germania entro il 18 settembre, mentre i dipendenti della Casa Russa dovranno partire entro sette giorni.
Attacchi russi, von Der Leyen: “Pronti a rispondere”. Identificati autori attacco a Lipsia, uno aveva visto italiano. Mosca: “Reagiremo alla provocazione”
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