
Per la prima volta da più di un secolo, un membro della famiglia reale apparirà in un’aula di tribunale come testimone. Nel 1891 toccò al principe Edoardo trascinato davanti al giudice per aver imbrogliato mentre giocava a carte, adesso è la volta di Harry che parlerà di sua sponte nel processo – uno dei tanti – da lui intentato contro l’editore del Daily Mirror, accusato di aver utilizzato mezzi illeciti per raccogliere informazioni, tra cui l’hacking di messaggi telefonici, tra il 1995 e il 2001.
Nell’occhio del ciclone, Piers Morgan, direttore del tabloid, dal 1995 al 2004, già nominato dagli avvocati di Harry come uno dei dirigenti senior che ha autorizzato l’ottenimento illegale di informazioni private. Il gruppo Mirror Group Quotidiani (MGN) ha ammesso all’inizio del processo nelle sue conclusioni scritte l’esistenza di “alcune prove” sulla raccolta illegale di informazioni e garantito di aver posto fine a quel tipo di condotta, scusandosi senza riserve con il duca di Sussex per almeno un caso. L’avvocato dell’editore, Andrew Green, ha tuttavia respinto le accuse di intercettazione di messaggi vocali, giudicandole tardive. Martedì si discuterà proprio di queste intercettazioni. Harry ne ha elencate 313 su sue conversazioni con amici, parenti, collaboratori tra il 2003 e il 2011. In particolare sostiene che la raccolta illegale di informazioni sui suoi spostamenti e le sue abitudini gli causò gravi disagi e fu la ragione anche della rottura del suo fidanzamento con la ex Chelsy Davy. Il suo team ha citato 148 articoli come prova, ma solo 33 sono inclusi nel processo.
Il Mirror Group Newspapers cercherà di mettere in dubbio le prove addotte dal duca di Sussex soprattutto perché giunte a distanza di tanti anni. L’avvocato Green sostiene che “non ci sono prove, o prove sufficienti, di intercettazione di messaggi vocali” in nessuno dei casi del processo.
Sarà probabilmente tirata in mezzo anche la famiglia reale. Il principe ha accusato il padre, re Carlo di non essersi opposto al sistema per ottenere un trattamento positivo di Camilla da parte dei tabloid e William di aver ricevuto un pagamento segreto piuttosto cospicuo, come “risarcimento” per le intercettazioni telefoniche che lo riguardavano.
Oltre al principe Harry, diverse personalità, tra cui Elton John, la cantante Cheryl del gruppo Girls Aloud, l’attore Ricky Tomlinson e l’ex calciatore Ian Wright, hanno intentato causa contro il gruppo.
Non è la prima volta che Harry si scaglia contro i tabloid responsabili a suo dire della morte della madre Diana, in un tragico incidente, mentre sfuggiva ai paparazzi, e anche della sua fuga negli Stati Uniti messa in atto proprio per placare le troppe attenzioni dei media sul suo matrimonio con Meghan Markle. Nei giorni in cui il principe Harry si troverà a Londra per il processo non incontrerà il padre. Re Carlo III è in Romania, paese a lui molto caro e dove ha diversi immobili. Il re non è accompagnato dalla moglie Camilla.
Il ritorno di Harry nel Regno Unito, a un mese dall’incoronazione del padre, è inoltre accompagnato dal brusio di fondo sul suo “divorzio”, forse più di un’indiscrezione, stando ai numerosi tabloid britannici che nei giorni scorsi hanno riportato la notizia che sarebbe confermata anche da fonti anonime di Buckingham Palace e da un ex maggiordomo.
Il duca di Sussex avrebbe contattato un avvocato specializzato in divorzi e vivrebbe già separato da Meghan.






