martedì, Gennaio 20, 2026

Omicidio Piscitelli, incongruenze e dimenticanze nella deposizione del genero

“Il giorno dell’omicidio ero a Vietri in una vacanza lavoro. Abbiamo lasciato le valigie in albergo e siamo tornati a Roma”. A rispondere alle domande della pm Rita Ceraso, nell’aula bunker di Rebibbia, è Daniele Carta, genero di Fabrizio Piscitelli, il capo ultrà della Lazio soprannominato “Diabolik” ucciso il 7 agosto 2019 con un colpo di pistola alla testa mentre si trovava al parco degli Acquedotti, a Roma.
Un’audizione segnata dalle pause e da molti “non ricordo” tanto che è la presidente della terza Corte d’Assise di Roma ad ammonire il teste: “Lei non ricorda nessuno,
la invito a essere più puntuale”. Tra le molte cose che Carta non ricorda ci sono le sue valutazioni dopo l’omicidio. Quando – intercettato in una conversazione – parlava della famiglia Senese, valutando che “non puoi ammazzare qualcuno nel loro territorio, senza il loro permesso”. Poco tempo prima del suo omicidio il genero aveva accompagnato Piscitelli nello stesso luogo del delitto in via Lemonia per un appuntamento. Diabolik quel giorno si incontrò con Sandro il fornaio, detto il furfante per una truffa che aveva commesso.
La pm lo incalza, in particolare su un telefono criptato che Piscitelli gli aveva consegnato. “Con quel telefono potevo chiamare Fabrizio e Gianni Erbella”, un altro collaboratore del capo ultrà. Emerge che l’uso di quel cellulare sarebbe stato legato a un lavoro edile da fare in Vaticano. Ma subito dopo l’omicidio – racconta Carta – nel panico lo gettai nel Tevere.
Molte pause e dimenticanze accompagnano le domande su Fabrizio Fabietti. Il socio di Piscitelli nel traffico di cocaina, secondo l’indagine “grande raccordo criminale”.
Non sapevo se stesse sul luogo dell’omicidio, l’ho rivisto al funerale. Ma intercettato proprio in quell’inchiesta aveva parlato della presenza di Fabietti in quel posto.
 Prima di lui a essere ascoltata davanti alla terza Corte d’Assise di Roma è stata la sorella di Piscitelli, che ha riferito delle difficoltà economiche del fratello dopo la detenzione per una condanna a 4 anni e 6 mesi per spaccio. Ha parlato poi del matrimonio del fratello, segnato da liti continue sin dall’inizio.

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