giovedì, Maggio 7, 2026

Titan, per circa un minuto i passeggeri hanno capito che stavano per morire

I passeggeri che sono morti sul sommergibile Titan sarebbero stati a conoscenza del proprio destino per un lungo minuto prima dell’implosione. Secondo l’ingegnere spagnolo José Luis Martín, un guasto elettrico potrebbe aver fatto perdere stabilità al sottomarino, lasciandolo senza propulsione e facendolo precipitare verso gli abissi come una freccia con l’oblò rivolto verso il basso. Secondo l’esperto, la caduta libera è iniziata a una profondità di circa 1.700 metri e l’implosione si è verificata intorno ai 2.500 metri per il rapido cambiamento di pressione. I cinque passeggeri sarebbero dunque stati consapevoli della tragedia imminente per un interminabile minuto trascorso al buio, ammassati gli uni sugli altri. A bordo del sommergibile c’erano i turisti Hamish Harding, 58 anni, Shahzada Dawood, 48 anni, suo figlio Sulaiman Dawood, 19 anni, il pilota della marina francese Paul-Henry Nargeolet e il Ceo di OceanGate, Stockton Rush. “Immagino la paura e l’agonia. Deve essere stato come un film dell’orrore», ha detto Martín secondo cui la morte istantanea è avvenuta dopo circa 48-71 secondi dall’inizio della caduta quando c’è stata l’implosione paragonata allo “scoppio di palloncino”.
Il sommergibile Titan ha perso le comunicazioni con la sua nave di supporto, la Polar Prince, domenica 18 giugno, durante una discesa verso il relitto del Titanic, a circa 105 minuti dall’immersione e a circa 400 miglia dalla costa di Terranova in Canada.
La Guardia Costiera degli Stati Uniti ha confermato la morte delle vittime quattro giorni dopo ed è in corso un’indagine sull’implosione. OceanGate Expeditions ha impiegato otto ore per segnalare la scomparsa del sottomarino dopo aver perso i contatti. Per salvare i cinque passeggeri sono partite navi da tutto il mondo nella speranza di arrivare prima della fine dell’ossigeno a bordo.
Il ritrovamento dei relitti del sommergibile ha poi fatto propendere per la tesi dell’implosione. È stato anche rivelato che un sistema di monitoraggio della Marina degli Stati Uniti ha rilevato un possibile suono dello scoppio durante la discesa. La polizia canadese sta adesso valutando se “leggi penali, federali o provinciali” siano state infrante. Il sovrintendente Kent Osmond, della Royal Canadian Mounted Police, ha affermato che è stata istituita una squadra di investigatori con “l’unico scopo” di determinare se un’indagine penale sarebbe giustificata.
Gli esperti affermano che le famiglie delle vittime potrebbero intentare cause per omicidio colposo e negligenza. Si ritiene che ai cinque passeggeri deceduti sia stato chiesto di firmare liberatorie prima di salire a bordo della nave. “Solo nella prima pagina era presente tre volte la parola ‘morte’”, ha raccontato un reporter della Cbs salito a bordo per un’immersione di prova.
Firmando il documento, i passeggeri generalmente accettano il rischio e i pericoli legati all’attività e se sono feriti, esonerano il titolare della compagnia da responsabilità.
Tra il 2021 e il 2022 si sono immerse a bordo del Titan almeno 46 persone secondo le lettere che la società ha depositato presso un tribunale distrettuale degli Stati Uniti a Norfolk, in Virginia. Da più parti si levano voci secondo cui il capo di OceanGate Stockton Rush, morto a bordo del Titan, avrebbe ripetutamente ignorato gli avvertimenti degli esperti secondo cui la sua imbarcazione era una trappola mortale e “avrebbe ucciso qualcuno”.
Il cameraman di Discovery Channel Brian Weed ha riferito di una strana conversazione avuta con Rush prima di un’immersione di prova poi non andata a buon fine per problemi tecnici. Sostiene che l’atteggiamento del capo di OceanGate nei confronti della “sicurezza di base” era “spregiativo” e lo aveva fatto sentire “a disagio” sin dall’inizio. Il reporter si ritirò dal progetto del documentario che fu poi annullato.

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