
Carne scadente, latte allungato con l’acqua e caffè fatto dai fondi. Una frode in pubbliche forniture è stata contestata dalla Procura di Roma a due responsabili della società che gestisce la ristorazione di 4 istituti del complesso penitenziario di Rebibbia. L’inchiesta nasce dall’esposto dell’ex Garante capitolina dei detenuti, Gabriella Stramaccioni, dopo che gli stessi detenuti avevano segnalato delle criticità. Un secondo esposto è stato presentato dalla ditta esclusa dalla gara d’appalto. La scarsa qualità del cibo sarebbe stata confermata anche in seguito al blitz degli investigatori del Nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza che hanno eseguito un campionamento sugli alimenti cucinati all’interno del carcere.






