sabato, Gennaio 31, 2026

“Intrigo internazionale” a Roma, broker ostaggio dei narcos messicani

La vicenda riguarda una fornitura di petrolio da 520 milioni che un’azienda di Dubai nel luglio del 2022 avrebbe dovuto consegnare ad un’azienda messicana. Il greggio, pagato, non sarebbe mai stato consegnato. Per questo i narcos messicani sono disposti a tutto, anche ad inviare un loro emissario a Roma pur di recuperare il denaro. E’ un equadoregno e si fa chiamare “il generale”. Nella capitale, al laghetto dell’Eur,  l’uomo incontra il broker che avrebbe garantito il buon esito dell’affare, che però va a monte. “Ti faccio staccare la testa, anche ai tuoi familiari ” minaccia l’equadoregno, che è un uomo agguerrito. Lo scorso agosto invia anche video alla vittima con le sequenze di due macabri omicidi. In un filmato a un uomo veniva staccata la pelle dal viso. Lungo la riva dei laghetti dell’Eur sembrano due persone come tante, due amici che parlano tra loro. Ma non era così. Il broker, terrorizzato, si rifugia in un albergo della capitale e riceve una telefonata nella quale si diceva di restare in camera fino alle nove del mattino seguente.  Messaggi di morte e video macabri intanto continuano ad arrivare, ma nel frattempo la vittima ha già contattato la polizia che poi bussa alla porta dell’equadoregno, che viene arrestato. L’indagine, appena conclusa dal pm Francesco Basentini, racconta di un intrigo internazionale degno di un film e di una città come Roma dove affari poco chiari tra aziende petrolifere e malavitosi sudamericani si mescolano. 

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