
Aveva sei insufficienze, una delle quali grave, e i suoi docenti della Scuola media Orazio di Bagni di Tivoli, nell’Istituto Comprensivo Tivoli V, avevano deciso di non ammetterla alla seconda classe della secondaria di primo grado. Una decisione che il consiglio di classe aveva deliberato all’unanimità, anche alla luce del regolamento interno dell’istituto sul passaggio alle classi successive. Ma i genitori della ragazza non ci stanno e decidono di impugnare la decisione e chiamare la scuola e il Ministero dell’Istruzione davanti alla giustizia amministrativa. E il Tar emette la sentenza ed accoglie il loro ricorso.Secondo i giudici amministrativi la bambina non poteva essere bocciata. O, meglio, la motivazione che ha portato alla bocciatura non era chiara e la scuola non ha abbastanza valorizzato il progresso mostrato dalla alunna tra il primo e il secondo quadrimestre. E visto che è lo stesso ordinamento scolastico che prevede che la bocciatura alle scuole medie sia una eccezione, ecco l’annullamento della bocciatura e l’invito al consiglio di classe a riunirsi, prima della ripresa delle scuole, per decidere in merito alla riammissione della studentessa. Numerosi i commenti e le prese di posizione dal mondo della politica che non apprezza l’intervento dei giudici amministrativi, come nel caso di Maurizio Gasparri di Forza Italia e di Matteo Salvini della Lega. Interviene anche il ministro Valditara: dichiara che verificherà se non ci sia stato un indebito giudizio del Tar o un procedimento non corretto da parte della scuola e che comunque ha istituito un gruppo di lavoro con esperti di diritto scolastico e amministrativisti per definire norme più certe che evitino altri casi simili. Sotto, la decisione del Tribunale amministrativo regionale.






