domenica, Febbraio 22, 2026

Addio all’architetto Puri Purini, ristrutturò la Farnesina

L’architetto e designer Giusto Puri Purini, progettista di fama mondiale, che ha legato il suo nome anche alla ristrutturazione del palazzo della Farnesina a Roma, sede del
Ministero degli Esteri, e a importanti ville in Italia e all’estero, è morto a Corsano, nel Leccese, all’età di 79 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla moglie, dal figlio e dalla nipote. I funerali si terranno domani alle ore 16.30, nella chiesa di San Domenico a Tricase. Purini era molto legato al Salento, dove aveva scelto di vivere negli ultimi anni. “Un percorso tra spiritualità e glamour, immaginazione e ricerca sulla sostenibilità”: così l’Ordine degli Architetti di Roma, esprimendo “vicinanza alla famiglia per la significativa scomparsa”, sintetizza la carriera dell’architetto Giusto Puri Purini, morto il 21 agosto all’età di 79 anni a Corsano (Lecce) in quel Salento, che aveva individuato come suo luogo di elezione. Nato a Roma il 1° gennaio 1944, Giusto Puri Purini iniziò la carriera, prima ancora di laurearsi in architettura a Venezia, come scenografo in alcuni film didattici per la tv di Roberto Rossellini, tra cui gli “Atti degli Apostoli” e “Socrate”. Ha poi lavorato come project manager per i Vivai Del Sud dal 1972 al 1977 di Piero, Giorgio e Gianfranco Di Pierri, leader del design romano. Protagonista di una lunga collaborazione con gli architetti Gepy e Maurizio Mariani, nel 1978 fondò lo studio di architettura Puri Purini con cui ha promosso l’immagine del design e dell’architettura italiana nel mondo, attivando un nuovo modo di sentire l’integrazione tra gli spazi interni ed esterni, sempre all’insegna della sostenibilità e del rispetto dei luoghi. Artefice di ville nel nord Italia, sullo stretto di Messina, Sabaudia e Roma per celebrità del mondo dell’arte, dello spettacolo e della finanza, Puri Purini è stato anche il progettista di discoteche romane che sono state al centro della vita mondana tra gli anni ’80 e ’90, come il Gilda e l’Alien, di proprietà dell’imprenditore Giancarlo
Bornigia, per il quale curò anche i locali di Fregene.

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