
Un’ora e mezza di incontro per decidere come affrontare i principali problemi di sicurezza della capitale degli ultimi mesi a cominciare dall’attacco al sacerdote
anticamorra don Antonio Coluccia nel quartiere di Tor Bella Monaca, martedi’ scorso. E tra le decisioni prese dal Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza c’è all’inizio della lista proprio Tor Bella Monaca. Qui, è si è stabilito, sara’ disposto nei prossimi mesi un incremento delle forze di polizia. Intorno al tavolo in prefettura erano seduti il ministro degli interni, Piantedosi, il sindaco Gualtieri, il prefetto di Roma Giannini e Nicola Franco, presidente del 6 Municipio. Territorio complesso questo. A parlare sono i numeri: dall’inizio dell’anno circa mille le persone arrestate tra carcere e domiciliari. Negli ultimi 4 mesi nel solo quartiere di Tor Bella Monaca 13 gli arresti, 56 le denunce, e 30 gli immobili sgomberati. Si stima, inoltre, che il 40 per cento degli immobili sia occupato abusivamente. “C’e’ la consapevolezza – ha sottolineato il primo cittadino- che serve rafforzare l’impegno e la presenza di istituzioni per la legalità, oltre a dare una prospettiva di rilancio e rigenerazione del quadrante”. “Era importante dare una risposta immediata- ha aggiunto il minisindaco Franco – e la risposta più bella e’ quella dell’unità. Adesso abbiamo chiesto di non spegnere i riflettori”. Intanto proseguono le indagini sull’attentato al parroco antimafia. “Difettano elementi oggettivi per ritenere integrato il tentativo di omicidio” si legge nell’ordinanza del gip che ha convalidato l’arresto del 28enne Sergio Del Prete per aver provato martedì pomeriggio ad investire con uno scooter Don Coluccia in via dell’Archeologia, a Tor Bella Monaca durante una delle sue passeggiate per la legalità. “La linea iniziale della procura, quella del tentato omicidio, lascia spazio a una diversa lettura dei fatti” ha dichiarato al telefono l’avvocato della difesa Roberto Calai. Dei quattro capi d’accusa a carico del 28enne rimarrebbero quello di violenza e minaccia a pubblico ufficiale e lesioni personali. Il ragazzo è nel carcere di Spoleto e ha precedenti penali, ma non sembrerebbe essere legato ai clan malavitosi. “Questa è una società che non fa sconti a nessuno. Anche questo giovane è una vittima del contesto in cui vive, ma non si può ignorare che andasse in giro con una mannaia e un coltello” ha affermato Tiziana Ronzio, presidente dell’associazione Tor Più Bella. L’episodio ha scosso il quartiere e l’opinione pubblica. Don Coluccia svolge una continua attività pastorale in quartieri difficili in mano ai clan. Nell’incontro con la premier Meloni di mercoledì pomeriggio è stato annunciato un giro nelle periferie e ribadito l’impegno dell’esecutivo per combattere la criminalità organizzata e per sostenere il recupero sociale ed economico.






