venerdì, Febbraio 20, 2026

Infermiera uccisa a Roma, fermato l’ex compagno

Svolta a Roma nelle indagini sull’omicidio di Rossella Nappini, l’infermiera uccisa lunedì con una serie di coltellate nell’androne di un palazzo. Un uomo è stato fermato: si tratta di un 45enne di nazionalità marocchina che in passato ha avuto una relazione con la vittima. L’uomo è stato bloccato dagli uomini della Squadra Mobile che hanno ascoltato in questura, in coordinamento con la procura, una serie di sospettati. Il 45enne era stato bloccato nella notte non lontano dal luogo del delitto e portato in questura per l’interrogatorio insieme ad altri indiziati. Dopo l’interrogatorio è scattato il fermo con l’accusa di omicidio volontario. Gli investigatori che indagano sulla morte dell’infermiera seguono, dunque, la pista di un movente nell’ambito di una relazione avuta dalla vittima con un uomo o di attenzioni non corrisposte a una persona che lei conosceva. La donna, italiana, viveva assieme alla madre anziana nell’appartamento del palazzo dove è stata trovata morta.  I primi a dare l’allarme sono stati i suoi vicini e alcuni ragazzi quando hanno visto il suo corpo riverso in terra nell’androne con diverse ferite all’addome, procurate da un’arma da taglio. In tanti affermano però di aver sentito anche delle urla nei minuti precedenti: quando i condomini si sono affacciati al balcone era troppo tardi e c’era già il cadavere della 52enne nel sangue, poco dopo ricoperto dal telo della polizia scientifica. Sulla vicenda indaga la squadra mobile, che sta valutando una serie di ipotesi anche se alcuni testimoni avrebbero fatto riferimento a continue liti avute dalla donna con un uomo di origine magrebina, secondo quanto riferiscono alcuni suoi conoscenti. Si tratta comunque di testimonianze ancora tutte da verificare. È stata disposta l’autopsia che stabilirà anche il numero di coltellate che hanno ucciso la donna. Forse il suo aggressore aveva chiesto un ultimo incontro per chiarire tendendole una trappola o forse l’ha aspettata sotto casa in attesa che tornasse dal lavoro, sono dubbi che si scioglieranno soltanto nelle prossime ore. Rossella, che era separata, viveva con le sue due figlie assieme alla madre anziana di circa 80 anni nell’appartamento del palazzo in via Giuseppe Allievo, luogo in cui è stata uccisa, che fa parte del quadrante a nord ovest della capitale. In occasione del suo compleanno, nel 2018, sul suo profilo Facebook Rossella aveva chiesto come regalo di organizzare una raccolta fondi per la “Casa delle donne per non subire violenza”. La 52enne, che lavorava come infermiera, era stata molto attiva nel campo sindacale. 

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