venerdì, Gennaio 16, 2026

E’ morto Ginulfi, il portiere giallorosso che parò un rigore a Pelè

Parare un rigore a Pelè e conservarne la maglia non è cosa da tutti. Però ad Alberto Ginulfi, deceduto a 82 anni a Roma dove era nato nel 1941 nel quartiere San Lorenzo e dove lavorava, prima di intraprendere la carriera calcistica, al banco del pesce della zia a piazza Vittorio, era capitato anche questo. Era il 3 marzo del 1972 e all’Olimpico si sfidavano in amichevole la Roma e il Santos. Gifuni parò il rigore a O Rei e poi dal fenomeno brasiliano ricevette anche la maglia in regalo. “Di quelle vere – amava raccontare – non come quelle di adesso. Maniche lunghe, scudetto ricamato e numeri attaccati con il filo”. Una carriera tra gli anni ‘60 e ‘70 come portiere giallorosso, dove ha vinto anche due Coppe Italia e una Coppa anglo-italiana, poi difese i pali anche di Verona e Fiorentina. Una vita ad opporsi ad avversari del calibro di Rivera, Mazzola, Riva e Sivori. Ma anche l’incontro con Diego Armando Maradona, fuoriclasse di un altro tempo: Gifuni era preparatore dei portieri del Napoli di Ottavio Bianchi e poi di Bigon, il Pibe de Oro l’uomo degli scudetti. Certo, come amava raccontare, Maradona non aveva bisogno di essere allenato ma si divertiva con lui a calciare le punizioni. “E’ stato il più grande di tutti –  ha certificato -. Ce l’ho scritto pure a casa su una foto sua con dedica”. La fotografia e una maglia, custodita religiosamente insieme a quella del campione del Santos.  Il cordoglio delle società e dei tifosi di Roma, Fiorentina e Verona.

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