
Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha ritirato la sua personale assicurazione secondo cui il presidente russo Vladimir Putin non sarà arrestato se dovesse partecipare al vertice del G20 dell’anno prossimo a Rio de Janeiro, affermando che la decisione spetterà alla magistratura. Putin ha saltato il summit di quest’anno nella capitale indiana New Delhi, evitando il rischio di essere arrestato in base a un mandato della Corte penale internazionale (Cpi). Il Brasile è un membro della Cpi, ma Lula aveva dichiarato ieri: “Se io sono il presidente del Brasile e lui viene in Brasile, non c’è alcuna possibilità che venga arrestato”. Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha detto di essere convinto che l’Ucraina sia pronta a negoziare con la Russia, se Mosca dimostrerà interesse per una soluzione diplomatica del conflitto in corso in Europa orientale. Intervistato dall’emittente televisiva “Abc News”, Blinken ha dichiarato che “per ballare il tango bisogna essere in due. Al momento non abbiamo indicazioni che (il presidente russo) Vladimir Putin sia interessato ad un confronto diplomatico significativo. Se lo farà, penso che gli ucraini saranno i primi a confrontarsi, e noi saremmo immediatamente dietro di loro”. La Russia punta a ottenere la restituzione di Vadim Krasikov, un suo agente sotto copertura che sta scontando una condanna all’ergastolo in Germania per l’omicidio del leader ceceno Zemlikhan Khangoshvili, in cambio del giornalista del “Wall Street Journal” Evan Gershkovich, arrestato dal Servizio di sicurezza federale russo lo scorso 29 marzo con l’accusa di spionaggio. A scriverlo è proprio il quotidiano statunitense, che ricorda come Mosca abbia già tentato di ottenere la restituzione del “sicario” del presidente russo Vladimir Putin tramite negoziati per lo scambio di detenuti internazionali.






