
Corteo oggi per Mahsa Amini a un anno dalla morte. Gli agenti delle forze di sicurezza iraniana hanno sparato ai manifestanti. Mahsa Amini è morta il 16 settembre dello scorso anno dopo essere stata arrestata a Teheran dalla cosiddetta polizia morale. La sua ”colpa”, quella di non aver indossato correttamente il velo islamico, l’hijab. Sotto accusa sono i Pasdaran, che da quello che appare nei video condivisi sui social hanno sparato contro persone che marciavano a Mashbad nel nord est dell’Iran. Il padre di Jina Mahsa Amini è stato arrestato in Iran. A denunciarlo sono attivisti per i diritti umani, nel primo anniversario della morte della giovane sotto custodia della polizia dopo l’arresto per aver male indossato il velo. L’uomo aveva appena lasciato la sua casa questa mattina quando un distaccamento di Guardiani della Rivoluzione lo ha preso sotto custodia, riferisce su Telegram ‘Hengaw’, gruppo di attivisti per i diritti umani con sede in Norvegia. Nessuna conferma del suo arresto è arrivata da parte ufficiale. Stando alla Ong Hengaw, inoltre, il padre di Mahsa Amini sarebbe stato portato in un “luogo sconosciuto”. Le autorità iraniane avevano messo in guardia la famiglia della giovane intimandogli di astenersi dal celebrare l’anniversario della sua scomparsa, ma la famiglia aveva annunciato che “come qualunque famiglia in lutto” si sarebbe recata sulla tomba della ragazza. Secondo la stessa fonte che ha dato la notizia dell’arresto, la città di origine di Mahsa, Saqqez, e in particolare le strade che portano dalla casa della famiglia verso il cimitero sono “altamente militarizzate”.






