
Sit in a Piazzale Clodio davanti al tribunale nella giornata di ieri per la revisione del processo del pastore sardo Beniamino Zuncheddu, 59 anni, in carcere dal 1991 con l’accusa di triplice omicidio. Si protesta contro il silenzio della Corte d’appello di Roma sulla richiesta di sospensione della pena per Zuncheddu. Presentata per lui anche una richiesta di grazia al Presidente della Repubblica dalla provincia di Cagliari. Dopo la condanna definitiva nel ’92 Beniamino Zuncheddu è in carcere ma ha sempre proclamato la sua innocenza. Nel 2019 il suo legale presenta una bozza di richiesta di revisione del processo alla Corte d’Appello di Roma. L’ipotesi della difesa è che il testimone chiave che ha inchiodato Zuncheddu riconoscendolo in una foto sia stato influenzato dal poliziotto che lo ha interrogato. Dopo due anni di indagini basate sulle intercettazioni telefoniche, nel 2022 il deposito degli atti da parte dell’ex procuratrice generale di Cagliari Francesca Nanni e dell’avvocato Mauro Trogu. Nessuna risposta dalla Corte. “Siamo fiduciosi che la prossima udienza sarà cruciale e siamo sicuri che tutto si svolgerà in tempi rapidi” ha dichiarato Irene Testa, garante dei detenuti per la Sardegna durante il sit-in promosso dal partito radicale. Presenti anche Gaia Tortora, l’avvocato difensore e il sindaco di Burcei, città di provenienza di Zuncheddu, Simone Monni, oltre a parenti e amici arrivati dalla provincia di Cagliari. La Corte d’appello di Roma è chiamata a decidere sull’ammissione di testimoni nel procedimento di revisione del processo oltre che sulla sospensione della pena per Zuncheddu.






