
Il bilancio delle vittime nella guerra con Israele sono quasi a quota 600, informa il ministero di Sanità palestinese, mentre Israele ha colpito gli obiettivi di Hamas per il terzo giorno consecutivo. “570 persone sono state uccise e altre 2.900 ferite” nei combattimenti iniziati sabato dopo che i militanti di Hamas hanno lanciato migliaia di razzi su Israele nell’attacco a sorpresa all’alba. L’esercito ha ucciso i sospetti che si erano infiltrati dal Libano in territorio israeliano. Lo ha fatto sapere il portavoce militare aggiungendo che i soldati stanno ancora setacciando la zona e che elicotteri stanno “colpendo nell’area”. Colloqui sono in corso tra l’Arabia Saudita, Stati Uniti e il Consiglio di cooperazione del Golfo che, oltre a Riad, include gli Emirati Arabi, Qatar, Kuwait, Bahrein e Oman, per fermare l’escalation tra Gaza e Israele. Lo afferma un funzionario del ministero degli Esteri saudita al quotidiano emiratino The National. “Con gli strumenti dei quali la comunità internazionale si è dotata, cercare soprattutto di porre le basi per una soluzione definitiva di quel problema, perché finché non si risolve il problema della convivenza fra palestinesi e israeliani, finché non si trova una formula che permetta di vivere in pace, queste cose rischieranno sempre di ripetersi. E ripetersi con sempre maggiore ferocia, come abbiamo visto in questi giorni”. Lo ha detto il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, a margine del convegno all’Università Gregoriana sui documenti del Pontificato di Pio XII e i rapporti tra cristiani ed ebrei, rispondendo a una domanda su come si può rimediare alla situazione della nuova guerra tra Israele e Hamas.






