venerdì, Luglio 24, 2026

Mamma muore pochi giorni dopo aver partorito

Pamela Pelle, residente a Mentana in provincia di Roma, si è spenta a 39 anni dopo che, il 2 ottobre, aveva dato alla luce la sua terza figlia al Policlinico Gemelli di Roma. Una vicenda sulla quale il compagno Vincenzo, general manager di un noto ristorante del centro di Roma, vuole fare luce. Anche per questo ha presentato una denuncia contro ignoti ai carabinieri della stazione di Monterotondo. l’uomo riferisce che la compagna aveva accusato dei dolori diversi giorni prima del parto. Problemi che si sono ripresentati dopo aver dato alla luce la piccola. Pamela, entrata nel nono mese di gravidanza, il 22, 28 e 30 settembre si era recata al pronto soccorso del Policlinico Gemelli di Roma perché accusava dolore al petto, dove era comparso anche uno sfogo, nausea e stato di affanno.  Sempre il 30 settembre Pamela si era sottoposta al monitoraggio del feto presso la struttura dove veniva confermato il parto ormai prossimo. I medici avevano quindi programmato il ricovero per il giorno dopo, il 1° ottobre. Subito dopo il parto Pamela aveva però iniziato ad avere importanti perdite di sangue. La coppia aveva informato di questa situazione il personale medico che, sempre secondo la denuncia, aveva spiegato come fosse tutto nella norma. La donna, insieme alla piccola neonata, veniva dimessa il 5 ottobre. Per due giorni, presso la sua abitazione di Mentana, Pamela aveva continuano ad assumere eparina ad altre medicine che le erano state prescritte al Gemelli. La situazione, però, è precipitata la sera del 7 ottobre. Pamela era tornata ad accusare gli stessi dolori che l’avevano costretta ad andare per tre volte al pronto soccorso prima del parto. Il compagno, preoccupato, chiama il 118 intervenuto circa 30 minuti dopo la chiamata. Pamela è stata trasportata all’Ospedale SS Gonfalone di Monterotondo. Lì, la terribile notizia del decesso, 20 minuti dopo il ricovero.  Vincenzo ha presentato denuncia querela contro ignoti l’8 ottobre stesso. È stato quindi chiesto il sequestro della salma – attualmente presso il SS Gonfalone di Monterotondo -, l’autopsia da effettuare fuori regione, il sequestro di tutte le cartelle cliniche degli ospedali Gemelli e Gonfalone e delle telefonate al 118, compreso il percorso effettuato dall’ambulanza che, a quanto risulta, non riusciva a trovare l’abitazione di Vincenzo e Pamela.

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