
La tenuta, il ricambio e la vitalità del sistema economico del paese e della regione si definisce dal numero delle imprese giovanili. I dati dei registri delle Camere di Commercio elaborati dal centro studi Tagliacarne ci descrivono un arretramento delle imprese under 35 anche nella nostra regione. Negli ultimi 11 anni diminuiscono di più di 11mila unità da 63997 a 52614, il 17 per cento. Si potrebbe spiegare questa statistica con il calo demografico di 100mila giovani. Ma non è l’unica spiegazione perché flette di oltre mezzo punto anche la propensione imprenditoriale. Era del 6,06% nel 2011. Lo scorso anno ha toccato il 5,46%. Roma guida il numero delle imprese seguita da Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti. La classifica si ribalta per la propensione imprenditoriale più salda nella Sabina e nella Tuscia. Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, ci offre tre chiavi di lettura. Il mondo del lavoro dipendente è più dinamico e quindi c’è meno necessità di autoimpiego. Il ciclo universitario si chiude oltre i 27 anni e quindi la creazione di impresa può slittare oltre i 35 anni. Infine diventare imprenditore non è una passeggiata anche per le difficoltà burocratiche ancora vive. Il Lazio recupera tuttavia posizioni a livello nazionale a tal punto da essere, nonostante il calo numerico, la migliore regione del centro nord.
Questa è la posizione nazionale delle nostre province:
16. Rieti
17. Viterbo
19. Frosinone
34. Latina
43. Roma






