
La mancanza di cibo viene usata come arma contro i civili di Gaza, ridotti ormai allo stremo. È l’allarme lanciato da Oxfam, che rivolge un appello urgente al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e al governo italiano perché sia consentito l’ingresso di cibo, acqua, carburante e altri beni di prima necessità. “Analizzando i dati delle Nazioni Unite – spiega Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia – si scopre come a Gaza stia entrando appena il 2% del cibo, rispetto a prima del 9 ottobre, quando è stato imposto l’assedio totale sulla Striscia. Misura che ha inasprito il blocco esistente, in seguito agli atroci attacchi di Hamas e alla presa di ostaggi civili israeliani. Sebbene sia stato autorizzato l’ingresso di un’esigua quantità di aiuti alimentari, non sono state autorizzate infatti importazioni commerciali di cibo”. Sono stati più di 250 gli obiettivi di Hamas colpiti da Israele nelle ultime 24 ore. Lo ha fatto sapere il portavoce militare, secondo cui sono stati centrati infrastrutture, centri operativi di comando, imbocchi di tunnel e postazioni di lancio dei razzi “piazzati nel cuore di aree civili”. Inoltre, la marina israeliana ha colpito una postazione di lancio di missili di superficie nell’area di Khan Younis, nel sud della Striscia. La postazione – ha spiegato l’esercito – era adiacente a una moschea e un asilo nido: “Un’ulteriore prova che Hamas usa deliberatamente luoghi civili a fini terroristici”.






