venerdì, Gennaio 30, 2026

Aerei Usa bombardano deposito di armi e munizioni in Siria

Gli Stati Uniti non hanno informato preventivamente Israele dei raid che hanno colpito oggi due depositi utilizzati nell’est della Siria dalle Guardie rivoluzionarie dell’Iran: lo hanno riferito funzionari americani durante una conferenza stampa al Pentagono.
In una nota, il ministro della Difesa Lloyd Austin ha sostenuto che i bombardamenti “sono una cosa distinta e separata dal conflitto in corso tra Israele e Hamas”. I raid avrebbero preso di mira attorno alle 4.30 ora locale magazzini di armi e munizioni presso la città di Abu Kamal, una cittadina al confine con l’Iraq. Stando Austin, i bombardamenti sono stati “di precisione e di autodifesa, condotti in risposta a una serie di attacchi perlopiù falliti contro personale americano in Iraq e in Siria il 17 ottobre”. Secondo i funzionari statunitensi, i raid sono stati “un messaggio per l’Iran”.  Il missile che ha colpito la città egiziana di Taba è stato lanciato “dall’area del Mar Rosso”. È quanto afferma il portavoce dell’esercito israeliano Daniel Hagari, facendo evidente riferimento allo Yemen. Lo riporta The Times of Israel. “Nelle ultime ore è stata rilevata una minaccia aerea nella zona del Mar Rosso”, ha detto Hagari, “aerei da combattimento sono stati fatti decollare e la questione è oggetto di indagine”. “A nostro avviso, l’impatto avvenuto in Egitto ha origine da questa minaccia”, ha aggiunto, “Israele lavorerà insieme all’Egitto e agli Stati Uniti e rafforzerà la difesa contro le minacce provenienti dall’area del Mar Rosso”. Altri otto camion carichi di cibo, medicine e acqua entreranno oggi nella Striscia di Gaza. Lo ha detto un alto funzionario delle Nazioni Unite. “Abbiamo fatto entrare circa 74 camion. Ne aspettiamo altri otto circa oggi”, ha detto ai giornalisti a Ginevra Lynn Hastings, coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati.  

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