venerdì, Gennaio 23, 2026

Oggi aperta per sei ore la strada verso Gaza sud per i civili

Il portavoce delle forze di difesa ha reso noto che oggi Israele aprirà nuovamente la strada Salah-al-Din al traffico da nord a sud per i civili palestinesi tra le 10 e le 16. Nei giorni precedenti il corridoio è stato aperto solo per quattro ore. Ieri, ha detto il portavoce Avichay Adraee, circa 50mila cittadini di Gaza hanno utilizzato il corridoio per dirigersi verso il sud della Striscia. “Non ascoltate quello che dicono i leader di Hamas dai loro alberghi all’estero o dai sotterranei che hanno organizzato per sé e per i loro familiari”, avverte Adraee. “Per la vostra sicurezza, spostatevi a sud, oltre Wadi Gaza”. Nel frattempo, a Gaza, sono entrati più di 80 camion con aiuti nelle ultime 24 ore. Almeno secondo i dati riportati dalla Casa Bianca nel corso del briefing con i media. Si tratta, secondo gli analisti, di uno dei maggiori interventi umanitari dall’inizio del conflitto. “Sappiamo cosa non vogliamo vedere a Gaza dopo il conflitto. Non vogliamo vedere Hamas al comando. Non vogliamo vedere una rioccupazione da parte di Israele. Ma quello che vedremo, quello che vogliamo vedere, penso che lo stiamo ancora scoprendo. Dovremo avere conversazioni diplomatiche con la gente della regione per risolvere questo problema”, ha aggiunto, parlando con la Cnn, il portavoce del Consiglio di Sicurezza nazionale, John Kirby. Nelle ultime ore ha parlato anche Ursula von der Leyen. “Credo in cinque principi che possano costruire un terreno comune per il post-guerra. Innanzitutto, Gaza non può essere rifugio per i terroristi e ci sono diverse idee su come assicurare questo. Secondo, l’organizzazione terroristica di Hamas non può controllare o governare Gaza. Ci deve essere un unico Stato palestinese e un’unica Autorità palestinese. Terzo, nessuna presenza di sicurezza di Israele a lungo termine a Gaza, perchè Gaza è parte essenziale di ogni futuro Stato palestinese e il territorio di Gaza non può essere amputato o ridotto in alcun modo”. E ancora: “Quarto, nessuno spostamento forzato di palestinesi da Gaza: questo sarebbe una tragedia umanitaria e anche una ricetta per avere più instabilità regionale. E, infine, nessun blocco di Gaza perchè uno Stato palestinese sia sostenibile anche dal punto di vista economico”. Non mancano le denunce da Bruxelles, attraverso le parole di Michel: “Nulla può giustificare il terrore lanciato da Hamas contro il popolo di Israele il 7 ottobre. Oltre 1.400 persone innocenti, uomini, donne e bambini, massacrati. E oltre 240 persone sono state prese in ostaggio. E la brutalità di Hamas non si ferma qui. A Gaza sta usando civili innocenti, la propria gente, come scudi umani”. 

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