lunedì, Gennaio 12, 2026

Giornalisti della Dire licenziati, sit-in davanti alla redazione romana

“La Dire siamo noi”

Il senso di appetenza a una comunità professionale, in questo caso una delle otto agenzie di stampa di rilevanza nazionale, non è una espressione retorica. I 14 licenziamenti arrivati a fine d’anno e le 17 sospensioni del lavoro non hanno spaccato il fronte dei lavoratori. Da tempo chiedono all’editore certezze sulla possibilità di lavorare senza riduzione del numero dei lavoratori. Sono quasi 70 i giornalisti dipendenti e 30 i grafici in organico. L’agenzia sconta le turbolenze iniziate con le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il precedente editore, un’ inchiesta penale sui rapporti con il Ministero dell’Istruzione. Da lì e con l’arrivo del nuovo editore è iniziata una china discendente frenata dall’uso degli ammortizzatori sociali. Il nuovo editore, Stefano Valore, ritiene non sia produttivo e non consentito dalle nuove norme continuare con la cassa integrazione. Da qui la riduzione di organico con i licenziamenti. Il sindacato dei giornalisti nelle sue varie articolazioni contesta la legittimità di licenziamenti e sospensioni e chiede di riaprire un tavolo di confronto su altri presupposti. Chiede anche alla politica e al sottosegretario all’editoria Barachini di intervenire anche perché sta partendo la riforma delle agenzie di stampa e non sarebbe un bel biglietto da visita aprire questa nuova stagione con i licenziamenti. Oggi al sit in solidarietà di un ampio fronte della sinistra da Giuseppe Conte, presidente del movimento cinque stelle, a membri del partito democratico come Sandro Ruotolo, Marta Bonafoni e Walter Verini e di Angelo Bonelli per Verdi e Sinistra italiana. Per Roma Capitale presente l’assessore Tobia Zevi.

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