
“Israele ha commesso, sta commettendo e rischia di continuare a commettere atti di genocidio contro il popolo palestinese a Gaza”. E’ in sintesi l’accusa mossa dal Sudafrica contro lo Stato ebraico per la guerra nella Striscia, scatenata dal massacro di Hamas del 7 ottobre e che ha finora ucciso oltre 23 mila palestinesi. L’istanza è stata presentata da Pretoria il 29 dicembre scorso alla Corte internazionale di giustizia, provocando diverse reazioni internazionali e l’indignazione di Israele e sarà discussa in due udienze pubbliche al Palais de la Paix dell’Aja. Israele “non intende occupare Gaza in modo permanente né sfollare la sua popolazione civile”. Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, aggiungendo che lo Stato ebraico “sta combattendo i terroristi di Hamas, non la popolazione palestinese, e lo stiamo facendo nel pieno rispetto del diritto internazionale”. I soldati della forza di difesa israeliana (IDF) continuano a operare ad Al-Maghazi e Khan Yunis. Le truppe hanno identificato una cellula terroristica armata e hanno contrastato la cellula mentre usciva da un pozzo Durante l’attività sono stati identificati tre terroristi che trasportavano AK-47. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato una bozza di risoluzione che condanna, e chiede l’immediata cessazione, degli attacchi da parte dei ribelli Houthi dello Yemen contro navi mercantili nell’area del Mar Rosso. Il testo ha ottenuto 11 voti a favore e 4 astensioni (tra cui Russia e Cina).








