
L’esercito israeliano ha reso noto di aver ucciso un ufficiale del controspionaggio di Hamas durante un attacco a Gaza. Il presunto membro di Hamas è Bilel Nofal e secondo l’Idf è il responsabile del gruppo islamico degli interrogatori di sospette spie nel sud di Gaza. Oltre a Nofal, l’esercito ha riferito di aver ucciso altri cinque combattenti palestinesi a Gaza: tre in raid aerei a Khan Younis e due alla periferia del quartiere di Sheikh Ejalin, nel sud della città di Gaza. Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa, gli attacchi militari israeliani notturni nel centro e nel sud di Gaza hanno ucciso anche più di una dozzina di civili palestinesi, tra cui donne e bambini. Gli Stati Uniti insieme al Regno Unito, e il sostegno di altri alleati, hanno condotto i raid nello Yemen per difendere “la libertà di navigazione messa sotto attacco e presa in ostaggio” dalle azioni degli Houthi. E’ quanto ha detto il consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, intervenendo ieri sera a Davos, sottolineando che l’azione è stata determinata per rispondere “ad una sfida al commercio globale”. “Non vogliamo un conflitto regionale, lungi da questo”, ha poi aggiunto, sottolineando l’impegno degli Stati Uniti per cercare le condizioni per una de escalation. “Ci continuiamo a riservare il diritto di prendere altre azioni”, ha poi aggiunto, riferendosi alla continuazione degli attacchi da parte degli Houthi di imbarcazioni di compagnie e Paesi “che non hanno niente a che vedere con la crisi”. Sullivan ha sottolineato come vi sia un’ampia coalizione a sostegno dell’azione degli Usa, e la volontà di Washington di lavorare per risolvere questa crisi con Paesi che sono alleati ma anche con “Paesi che con lo sono”, facendo riferimento “ad un ampio numero di Paesi che hanno influenze a Teheran ed altre capitali del Medio Oriente”, che dovrebbero “mostrare che l’intero mondo rifiuta l’idea che un gruppo come gli Houthi possa” dirottare il commercio mondiale come stanno facendo.






