
Hamas ha confermato che rifiuta “la soluzione dei due Stati”. Lo ha detto il leader dell’organizzazione all’estero Khaled Meshal secondo un messaggio diffuso dall’organizzazione su Telegram. “Il 7 ottobre è cambiato il mondo. Forse non possiamo utilizzare il termine Shoah, ma non possiamo tacere che nelle intenzioni di Hamas (e degli altri Paesi collaboratori) vi sia un piano di sterminio del popolo ebraico, ribadito anche nello statuto, che parte da presupposti ideologici del fondamentalismo islamico”. Lo ha detto Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche. In oltre tre mesi di guerra il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, non è mai riuscito a parlare con il premier israeliano Benyamin Netanyahu. A rivelarlo è stato Guteress stesso a Davos, parlando con Al Jazeera: “L’ho chiamato diverse volte ma non mi ha mai richiamato”. Il portavoce Stephane Dujarric, da parte sua, ha definito la relazione Onu-Israele “complessa e impegnativa”, ma ha assicurato che l’organizzazione internazionale continua a dialogare con i funzionari israeliani per facilitare le operazioni di aiuto umanitario a Gaza. Quattro palestinesi sono stati colpiti a morte dall’attacco di un drone israeliano durante scontri verificatisi a Tulkarem, in Cisgiordania. Fonti militari, citate dalla radio pubblica Kan, aggiungono che i quattro facevano parte di un cellula che aveva lanciato ordigni contro militari in missione. La stessa emittente ha aggiunto che l’ingresso delle truppe è stato preceduto da grandi ruspe militari, che hanno fatto esplodere una decina di ordigni nascosti sotto l’asfalto di un strada di accesso alla città.






