
“A Gaza corriamo il rischio di perdere una generazione”. È l’allarme rilanciato dalla Bbc di Phillippe Lazzarini, il commissario generale dell’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite con la responsabilità specifica per i rifugiati palestinesi. In un incontro con truppe dislocate a Gaza il capo di stato maggiore israeliano Herzi Halevi ha assicurato che i vertici dell’esercito si rendono conto del fardello ricaduto sui riservisti in seguito a un conflitto che si protrae da oltre tre mesi. “Noi comprendiamo – ha detto – che fra i riservisti esiste una tensione insita fra il servizio sul campo di battaglia e il ritorno a casa”. “Noi stiamo attuando un piano – ha aggiunto – in base al quale una parte delle forze di riserva vengono ora congedate, ben sapendo al tempo stesso che dovremo richiamarle di nuovo”. E’ di 10 morti il numero delle vittime dopo i bombardamenti israeliani nella notte nella zona Abasan di Khan Yunis. Secondo l’emittente qatariota al Jazeera ai raid aerei notturni si sono aggiunti i carri armati e i veicoli dell’esercito israeliano che si sono spinti nelle vicinanze dell’ospedale Nasser e dell’ospedale da campo giordano. “Non ci sarà nessuna sicurezza e stabilità nella regione senza l’istituzione di uno Stato palestinese indipendente, con Gerusalemme Est come capitale nei confini del 1967”. Lo ha affermato il portavoce ufficiale del presidente palestinese Mahmoud Abbas, come riferisce l’agenzia di stampa statale Wafa. “L’intera regione – ha aggiunto – è sull’orlo di un’eruzione vulcanica a causa delle politiche aggressive perseguite dalle autorità di occupazione israeliane contro il popolo palestinese e i suoi diritti legittimi”.






