lunedì, Gennaio 12, 2026

Delitto di Pantano, Dino Petrov non risponde alle domande del gip di Treviso

Resta nel carcere di Treviso Dino Petrov, accusato, insieme al cugino Corum Petrov, del delitto del 14enne Alexandru Ivan. Il suo arresto è stato convalidato. La scelta difensiva di non rispondere alle domande del gip Carlo Colombo nell’interrogatorio di garanzia che si è svolto nel penitenziario veneto, dove Petrov si trova da martedì scorso. La fuga da Roma, la latitanza in Veneto, si nascondeva a casa di una zia. Il 31enne se parlerà – fa sapere il suo avvocato Fabio Frattini – lo farà con i pm competenti, quelli della Procura di Velletri, che indagano sull’agguato della notte del 13 gennaio, nel parcheggio della metro Pantano, in cui è morto Alex. Dino  continua a dichiararsi estraneo ai fatti. Per gli inquirenti, invece, i cugini Petrov erano sull’auto dalla quale sono partiti gli spari. Chi abbia premuto il grilletto di quell’arma che ancora si cerca è da stabilire. La rissa del patrigno di Alex in un bar della Casilina con un uomo, poi la lite successiva con Dino e la richiesta di un incontro chiarificatore. Ruggini pregresse tra i due, forse per dissidi passati legati allo spaccio: è una delle ipotesi investigative. All’appuntamento – la ricostruzione di chi indaga – i Petrov si sarebbero presentati armati di pistola, così come i familiari della vittima che avrebbero avuto nel bagagliaio dei bastoni. Un proiettile al torace ha ucciso Alex. Martedì nella chiesa ortodossa di Santo Stefano a Valmontone i funerali del 14enne che verrà poi tumulato a Labico.

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