mercoledì, Gennaio 14, 2026

Choc a Budapest, Ilaria Salis in catene in tribunale “trascinata come un cane”

Si è aperto a Budapest il processo a Ilaria Salis, l’insegnante italiana accusata di aver aggredito due estremisti di destra, che si trova in carcere in Ungheria da quasi un anno.  L’imputata è comparsa in aula in catene, con le manette ai polsi e con i piedi legati da ceppi di cuoio con lucchetti, accennando un sorriso rivolto al pubblico. Una donna delle forze di sicurezza la trascinava per una catena. Salis è stata condotta nell’aula del Tribunale di Budapest legata per le mani e i piedi, tenuta per una catena e sorvegliata su una panca per tutta la durata dell’udienza da due agenti di un corpo speciale della polizia penitenziaria, che indossavano un giubbotto antiproiettile e il passamontagna per non essere riconoscibili. La 39enne milanese è stata incarcerata in Ungheria nel febbraio 2023 e ora rischia 16 anni di reclusione con l’accusa di lesioni aggravate ai danni di due neonazisti. Salis, imputata assieme ad altri due cittadini tedeschi, si è dichiarata non colpevole e ha contestato l’impossibilità di vedere le immagini delle telecamere di sorveglianza su cui si basa l’accusa e la mancata traduzione degli atti, in inglese e in italiano, che le hanno impedito di conoscere appieno i reati di cui è chiamata a rispondere. Il processo è stato rinviato al 24 maggio.

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