giovedì, Gennaio 15, 2026

Media Usa: “Piano di Biden e Paesi arabi per la pace e la nascita della Palestina”

Gli Usa e molti Paesi arabi stanno lavorando a un piano dettagliato per una pace comprensiva tra israeliani e palestinesi che include “una cronologia fissa” per la nascita dello Stato palestinese. Lo ha riferito il Washington Post aggiungendo che l’annuncio potrebbe avvenire nelle prossime settimane. Punto chiave del piano sarebbe il raggiungimento di un cessate il fuoco iniziale tra Israele e Hamas di 6 settimane durante le quali gli Usa annuncerebbero il progetto e la formazione di un governo palestinese ad interim. Israele intanto ha approvato l’uso del sistema di satelliti per la comunicazione Starlink di Elon Musk a Gaza. E’ di almeno 13 morti l’ultimo bilancio degli attacchi israeliani di ieri sul sud del Libano. Lo rende noto una fonte della Croce rossa locale, citata dai media internazionali. Almeno otto persone sono rimaste uccise in un attacco di droni sulla città di Nabatiye, mentre altre cinque sono morte in raid su Aadchit e al-Sawana. La milizia libanese Hezbollah ha dichiarato sul suo canale Telegram che tre dei suoi membri sono stati uccisi negli attacchi. Alla luce del conflitto in corso a Gaza e delle esigenze umanitarie sul posto, il presidente Joe Biden ha firmato un memorandum che dispone il “rinvio dell’allontanamento di alcuni palestinesi presenti negli Stati Uniti, offrendo loro un rifugio sicuro temporaneo. Nello specifico, il presidente Biden concede la partenza forzata differita di 18 mesi ai palestinesi che si trovano attualmente negli Stati Uniti”. Lo riferisce in un comunicato il consigliere per la Sicurezza nazionale, Jake Sullivan. La protezione prevede alcune eccezioni. Alcuni Paesi arabi, tra cui gli Emirati Arabi, stanno limitando sempre più gli Usa nell’utilizzo di strutture militari sul loro territorio per lanciare attacchi aerei di ritorsione contro le milizie filo iraniane: lo scrive Politico citando quattro persone a conoscenza della questione. L’obiettivo sarebbe cercare un punto di equilibro, aiutando l’alleato americano ma evitando l’ira di Teheran e la rabbia dei propri concittadini verso Israele.

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