giovedì, Gennaio 15, 2026

Israele abbandona il tavolo dei negoziati per gli ostaggi

L’esercito israeliano ha condotto “numerose uccisioni mirate” di miliziani di Hamas a Gaza City e in altre aree del nord della Striscia. Lo ha reso noto il portavoce militare specificando di “aver condotto attacchi contro circa 15 operativi di Hamas, inclusi membri dei servizi di sicurezza generale, che hanno preso parte al massacro del 7 ottobre”. Secondo la stessa fonte, sono proseguiti i raid aerei contro le infrastrutture di Hamas nella Striscia e tra queste “molti tunnel, edifici usati dal gruppo terroristico e postazioni di lancio di razzi”. Gli Stati Uniti e diversi Paesi arabi stanno lavorando già al dopo-guerra tra Hamas e Israele, un piano che tra l’altro preveda una “tempistica certa” per lo Stato palestinese. Lo scrive il Washington Post, che comunque sottolinea che non è chiaro se Israele accetterebbe. Il punto di partenza del piano ovviamente è il cessate-il-fuoco tra Israele e Hamas: durante questa pausa di almeno sei settimane, gli Stati Uniti dovrebbe rendere pubblico il progetto e fare i primi passi verso la sua attuazione, compresa la formazione di un governo palestinese ad interim. “Il genocidio e i crimini contro l’umanità a Gaza necessitano, più che prima, della cooperazione per rimpiazzare l’attuale sistema ingiusto con un ordine giusto”. Lo ha affermato il presidente iraniano Ebrahim Raisi durante un incontro a Teheran con il presidente della Repubblica del Tatarstan della Federazione Russa, Rustam Minnichanov. Durante il colloquio, Raisi ha detto che la Repubblica islamica è pronta ad espandere le sue relazioni economiche con tutte le repubbliche della Federazione Russa e che Teheran e Mosca condividono un atteggiamento di opposizione all’unilateralismo e hanno mantenuto la loro indipendenza di fronte all’egemonia globale. Lo riporta l’agenzia di stampa Irna.

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