
Alexei Navalny “è stato ucciso con un pugno al cuore, una tecnica degli agenti delle forze speciali dell’ex Kgb, dopo essere stato esposto a condizioni di congelamento per diverse ore”. E’ quanto scrive il Times citando Vladimir Osechkin, fondatore del gruppo per i diritti umani Gulagu.net. Intanto, la madre del dissidente, alla quale viene impedito di vedere il corpo del figlio, ha deciso di far causa a Mosca: un tribunale dell’estremo nord del Paese esaminerà la sua denuncia per “atti illegali”. Secondo Osechkin, che ha citato una fonte che lavora nella colonia penale artica in cui Navalny è morto venerdì, i lividi trovati sul corpo sono compatibili con la tecnica del “pugno unico”. Prima del decesso, l’oppositore di Putin era stato costretto a trascorrere più di due ore e mezzo all’aperto, in uno spazio di isolamento, dove la temperatura poteva scendere fino a 27 gradi sotto lo zero, ha precisato Osechkin. Di norma i detenuti di questa colonia penale artica non vengono tenuti all’aperto per più di un’ora. Subito dopo la morte, Lyudmila Navalnaya, la madre, aveva raggiunto la remota prigione IK-3, ma da sabato, quando è arrivata, le è stato impedito di vedere la salma. L’agenzia di stampa Tass fa sapere che l’udienza si svolgerà a porte chiuse: il tribunale della città artica di Salekhard esaminerà il caso il 4 marzo, riferiscono i collaboratori della madre. Il governo britannico di Rishi Sunak ha annunciato di aver imposto sanzioni contro sei funzionari russi, indicati come presunti responsabili della morte in carcere di Navalny.






