martedì, Gennaio 13, 2026

Ue: “A marzo 4,5 miliardi di aiuti all’ Ucraina”

“A marzo ci sarà la prima tranche dei pagamenti, da 4,5 miliardi”, del fondo da 50 miliardi approvato dall’Ue per l’assistenza all’Ucraina, ha annunciato la presidente della Commissione europea. Intanto, in risposta alla morte di Navalny, Biden ha ufficializzato 500 nuove sanzioni, dopo quelle decise dall’Ue, contro Mosca. Senza aggiungere dettagli sull’impegno economico per l’Italia, ha spiegato: “Continuiamo a sostenere l’Ucraina in quello che ho sempre ritenuto il giusto diritto del suo popolo a difendersi. Questo presuppone necessariamente anche il sostegno militare perché confondere la tanto sbandierata parola pace con la resa, come fanno alcuni, è un approccio ipocrita che non condivideremo mai”. “I nostri incontri con il premier italiano Giorgia Meloni sono sempre significativi. Oggi abbiamo un risultato importante. Abbiamo firmato un accordo bilaterale di cooperazione in materia di sicurezza tra Ucraina e Italia”. Lo annuncia il presidente Volodymyr Zelensky su X. “Questo documento stabilisce una solida base per il partenariato di sicurezza a lungo termine dei nostri Paesi. Abbiamo anche discusso di un ulteriore sostegno all’Ucraina nel contesto della presidenza italiana del G7. Sono grato all’Italia per il sostegno all’Ucraina”, aggiunge pubblicando un video dell’incontro e della firma con Meloni. “Due anni di guerra totale, brutale e sanguinosa. E prima ancora, otto anni di guerra preparatoria, ma non meno distruttiva. La Russia ha deciso di azzerare tutto ciò che riguarda la civiltà moderna. L’Ucraina ha già dimostrato che non dobbiamo mai arrenderci. Insieme ai nostri partner, siamo pienamente in grado di porre fine militarmente all’esistenza dell’aggressiva Federazione russa”. Lo scrive su Telegram il consigliere dell’ufficio presidenziale ucraino Mykahilo Podolyak. “Quali conclusioni si dovrebbero trarre oggi? – chiede -. La Russia dovrebbe, può e deve perdere. Altrimenti, non ci sarà pace, né regole, né diritto, né futuro. Non ci si può mai fidare di un assassino seriale e di massa che ama uccidere e ama distruggere. La Russia è un Paese che può esistere solo distruggendo le vite degli altri. La decisione che non è stata presa in tempo (nel 2014, dopo l’annessione della Crimea e l’inizio dell’invasione dell’Ucraina) provocherà sicuramente una tragedia molto più grande”. 

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