martedì, Gennaio 13, 2026

Israele verso il sì all’accordo sulla tregua a Gaza

sraele ha più o meno accettato l’accordo per una tregua a Gaza di sei settimane”. Lo ha detto un alto funzionario Usa in una telefonata con un ristretto gruppo di giornalisti. In una telefonata con un ristretto gruppo di giornalisti, un alto funzionario dell’amministrazione americana ha sottolineato che “l’accordo per una tregua è “sul tavolo” e ora “la palla è nel campo di Hamas”. “Gli israeliani l’hanno più o meno accettato. Un cessate il fuoco di sei settimane potrebbe iniziare oggi se Hamas acconsentisse a rilasciare gli ostaggi vulnerabili”, ha spiegato il funzionario precisando che, per il momento, “le discussioni continuano” con l’obiettivo di arrivare ad un’intesa entro l’inizio del Ramadan, il 10 o l’11 marzo. Gli Stati Uniti hanno iniziato il lancio di aiuti a Gaza da aerei militari. Lo riferisce un funzionario americano. Tre C-130 dell’Air Forces Central hanno lanciato a Gaza 66 pacchi contenenti circa 38.000 pasti alle 8.30 ora americana, le 14.30 in Italia, secondo quanto hanno riferito due funzionari Usa al Washington Post. L’intervento odierno dell’aviazione Usa, ha comunicato la radio militare in un commento, ”rappresenta un chiaro segno di insoddisfazione” di Washington nei confronti di Israele per la grave situazione umanitaria creatasi a Gaza. I lanci di aiuti umanitari sulla striscia di Gaza sono avvenuti oggi in tre fasi distinte: in mattinata li hanno condotti aerei egiziani, nel pomeriggio aerei americani ed in seguito aerei giordani. Lo ha riferito la radio militare secondo cui qui voli ”sono coordinati al minuto con la aviazione militare israeliana”. La emittente ha riferito che nei giorni passati anche aerei degli Emirati arabi uniti e aerei francesi hanno compiuto lanci analoghi. Questo crescente traffico aereo ”rende più complesse le operazioni dell’aviazione israeliana a Gaza”. Almeno 10 palestinesi sono stati uccisi oggi in un attacco aereo israeliano che ha colpito una tenda a Rafah, ha detto il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas. Lo scrive Reuters online. L’attacco aereo ha avuto luogo su un’area dove si erano rifugiati palestinesi sfollati, fuori dall’ospedale emiratino nel sobborgo di Tel Al-Sultan a Rafah, nel sud di Gaza. Il ministero della Sanità di Gaza ha detto che tra le vittime c’è anche un medico che lavorava nell’ospedale. Il direttore ad interim dell’ospedale al-Awda di Jabalia, Mohammed Salha, afferma che circa l’80% dei feriti nella strage durante la fila per gli aiuti umanitari a Gaza portati nella sua struttura sanitaria presentavano lesioni d’arma da fuoco. Lo riporta l’emittente araba Al Jazeera. Dei 176 feriti portati all’ospedale al-Awda 142 avevano lesioni d’arma da fuoco mentre gli altri 34 mostravano ferite dovute a una fuga precipitosa, ha detto Salha specificando di non poter fornire informazioni sulla causa della morte delle vittime dell’accaduto perché i loro corpi sono stati trasportati in altre strutture. Precedentemente anche il portavoce del segretario generale delle Nazioni unite Stephane Dujarric aveva detto che durante una visita all’ospedale al-Shifa un team dell’Onu “ha potuto confermare che molte delle persone in cura lì”, vittime dell’attacco di giovedì vicino Gaza, “avevano ferite da arma da fuoco”. Il Ministero della Sanità palestinese gestito da Hamas afferma che sono stati trovati altri tre cadaveri relativi alla strage avvenuta durante la calca per gli aiuti umanitari vicino la città di Gaza, portando a 115 il totale delle vittime dell’accaduto. I feriti sono circa 760.

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