di Giuseppe Iacoviello
L’Italia è sempre più nel mirino dei cyber criminali. Nel 2023, gli attacchi informatici gravi sono aumentati del 65%, a fronte di un incremento del 12% nel resto del mondo. Oltre la metà di questi ha avuto conseguenze critiche o elevate. In particolare, gli attacchi di hacktivism – legati a motivazioni politiche, sociali o religiose – sono quasi triplicati a livello globale, con il 47% dei casi registrati proprio in Italia. È quanto emerge dal rapporto annuale del Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica). Il settore più attaccato è stato quello governativo-militare, con il 19% degli attacchi e un incremento del 50% rispetto al 2022. A seguire, il comparto manifatturiero, con il 13% degli attacchi (+17% sull’anno precedente). Un quarto degli attacchi globali al settore manifatturiero ha colpito aziende italiane, evidenziando la vulnerabilità del comparto. Nel 2023, per la prima volta da anni, l’attacco informatico più diffuso in Italia non è stato il malware, ma gli attacchi DDoS, che sovraccaricano e mettono fuori uso i siti web. Questa tecnica ha rappresentato il 36% degli incidenti informatici, con un incremento annuo del 1486%, ben 28 punti percentuali sopra la media globale. A livello mondiale, nel 2023 si sono registrati 2.779 attacchi gravi (+12% sul 2022), con una media mensile di 232attacchi e un picco di 270 ad aprile, il valore più alto mai rilevato. L’81% degli attacchi ha avuto conseguenze gravi o critiche. La maggior parte (83%) è stata perpetrata per estorsione di denaro. Gli attacchi di hacktivism sono quasi triplicati, raggiungendo l’8,6% del totale (+184% su base annua). Geograficamente, il 44% degli attacchi è avvenuto in America, il 23% in Europa e il 9% in Asia, mentre Oceania e Africa hanno registrato percentuali minori (rispettivamente 2% e 1%). Secondo il Clusit, questi dati delineano “un quadro preoccupante” sulla capacità di protezione delle imprese e delle organizzazioni pubbliche. Inoltre, cresce l’allarme per l’uso dell’intelligenza artificiale da parte dei criminali, fenomeno in forte espansione. “Nel 2024, due miliardi di persone saranno chiamate al voto e l’uso dell’IA pone nuove sfide in termini di etica, sicurezza delle informazioni e politiche industriali” ha dichiarato Gabriele Faggioli, presidente del Clusit, sottolineando la necessità di maggiori investimenti in tecnologia per contrastare le minacce informatiche.






