
I fondamentalisti della Striscia presentano ai mediatori una proposta di cessate il fuoco a Gaza, che prevede una prima fase di rilascio di donne, bambini, anziani e malati israeliani tenuti in ostaggio in cambio del rilascio di 700-1.000 prigionieri palestinesi. Il leader degli Houthi afferma che “il destino dell’equipaggio” del cargo Galaxy Leader, dirottato a novembre dai miliziani filo-iraniani nel Mar Rosso, “è ora nelle mani di Hamas”. Hamas riferisce inoltre di una nuova strage di civili durante la consegna di aiuti sarebbe avvenuta a Gaza. L’esercito israeliano ha però smentito. Il presidente Abu Mazen ha incaricato Muhammad Mustafa di formare il 19esimo governo palestinese. Il destino dell’equipaggio del cargo Galaxy Leader, dirottato a novembre dai miliziani Houthi nel Mar Rosso, “è ora nelle mani di Hamas”. Lo ha dichiarato il portavoce degli yemeniti filo-iraniani, Nasr Al-Din Amer. “La nave e il suo equipaggio sono nelle mani dei fratelli del movimento di resistenza di Hamas e delle Brigate Al-Qassam”. Il Galaxy Leader era gestito dalla compagnia giapponese Nippon Yusen. Secondo la Ambrey Analytics, è di proprietà di Ray Car Carriers, un’azienda legata al cittadino israeliano Abraham Ungar. Dell’equipaggio fanno parte 17 filippini, due bulgari, tre ucraini, due messicani e un rumeno. Il ministro della sanità di Hamas ha denunciato 11 morti e un centinaio di feriti negli “spari israeliani” sulla folla che attendeva aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. “Le forze di occupazione israeliane hanno preso di mira un raduno di cittadini che attendevano aiuti umanitari (a una rotatoria di Gaza City). Finora 11 morti e 100 feriti sono stati trasportati all’ospedale Al Shifa”, ha dichiarato il ministero in un comunicato.








