La chiamano oro blu, ma non si direbbe a giudicare da quanta ne va sprecata. Nella Giornata mondiale dell’Acqua è l’Istat a fare il punto su una risorsa fondamentale, rivelando che nel Lazio le perdite idriche nelle reti comunali di distribuzione nel 2022 sono state pari al 46,2%, poco sopra la media nazionale del 42. Quasi la metà dell’acqua potabile va quindi persa nei meandri di tubature e infrastrutture, si parla di oltre 400 milioni di metri cubi dei 905 immessi in totale nella rete regionale. Nonostante l’acqua del rubinetto nel Lazio sia quasi sempre di ottima qualità, con menzione particolare per quella di Roma, oltre il 25% dei cittadini non si fida a berla e preferisce la minerale, di cui il 75% degli abitanti dichiara di consumare almeno mezzo litro al giorno. Fa il punto sullo stato dei fiumi invece l’Osservatorio dell’Anbi, secondo cui il Tevere ha visto una riduzione del flusso di oltre 200 metri cubi in una settimana, tornando sotto la media del 43%. Pesano i cambiamenti climatici, come per l’Aniene e il Velino, anch’essi con portata inferiore alla media, mentre la Fiora mantiene un surplus d’acqua del 75%. Stabile il livello del lago di Bracciano, cresce leggermente il bacino di Albano e cala di due centimetri quello di Nemi. Dati che segnalano una crisi idrica, dicono i responsabili Anbi Lazio, che mette a rischio l’agricoltura sul territorio.






