Un ospite indesiderato di quasi tutti i derby di Roma che purtroppo si ripresenta anche alla vigilia della stracittadina numero 183. L’antisemitismo strisciante fra le opposte tifoserie è tornato sotto forma di un adesivo, comparso per le strade del quartiere Portonaccio, zona est della Capitale, che raffigura Adolf Hitler e Benito Mussolini, entrambi con la maglia della Roma, con la mascotte degli Irriducibili laziali, Mr. Enrich, vestito come un deportato dei campi di concentramento, e con lo scudetto della Lazio capovolto al petto. Il tutto condito dal tristemente noto motto “Arbeit macht frei”, “il lavoro rende liberi”, posto all’ingresso del lager di Auschwitz. Netta condanna da parte della Comunità ebraica romana. Secondo il presidente Victor Fadlun “lo stadio è diventato una valvola di sfogo per i sentimenti repressi più nascosti e vergognosi”. L’episodio va ad aggiungersi a diversi altri precedenti, come gli adesivi antisemiti, fra i quali quello che ritraeva Anna Frank con la maglia della Roma, che comparvero durante la partita Lazio-Cagliari del 22 ottobre 2017 in curva Sud, occupata dai tifosi biancocelesti causa squalifica della Nord per cori razzisti contro due giocatori del Sassuolo. Da ricordare anche il tifoso tedesco presente al derby del 19 marzo 2023 con la maglia “Hitlerson 88”, chiaro riferimento al saluto nazista, e i cori fascisti intonati da alcuni tifosi laziali in una storica birreria di Monaco di Baviera alla vigilia di Bayern-Lazio.






