Le Forze di difesa israeliane hanno ucciso il capo dell’Ufficio emergenze di Hamas, Hatem Alramery. Il premier Netanyahu ha affermato che “la vittoria sui fondamentalisti richiede l’ingresso a Rafah e l’eliminazione dei battaglioni terroristici presenti lì. Accadrà, c’è già una data”. Gli Usa hanno però ribadito di essere “contrari all’operazione”. Intanto la Turchia limita le esportazioni verso Israele. La proposta per il rilascio degli ostaggi è stata consegnata a Hamas (che la sta vagliando), ha fatto sapere il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana John Kirby, “e ora aspettiamo la loro risposta”. Secondo i media, il piano americano prevede sei settimane di tregua temporanea in cambio del rilascio di 40 ostaggi. I parenti degli israeliani sequestrati hanno incontrato Papa Francesco, il quale “ha definito Hamas il male”. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha riferito di aver discusso dei conflitti a Gaza e in Ucraina con il suo omologo russo Serghei Lavrov, nell’incontro avuto oggi a Pechino. “Il ministro degli Esteri Lavrov e io abbiamo avuto una comunicazione approfondita su diverse questioni internazionali e regionali, compresi i conflitti in Ucraina e Palestina-Israele”, ha detto il capo della diplomazia cinese. “Vorrei sottolineare che, in quanto grande potenza responsabile, la Cina decide sempre le proprie posizioni in modo indipendente sulla base dei diritti e dei torti individuali di ciascuna situazione”, ha osservato ancora Wang, per il quale “allo stesso tempo, come forza di pace e stabilità, la Cina continuerà a svolgere un ruolo costruttivo sulla scena internazionale e non aggiungerà mai benzina sul fuoco”. La Turchia ha imposto limiti alle esportazioni di numerosi beni verso Israele, compresi prodotti in acciaio, ferro e alluminio. Lo ha annunciato il ministero del Commercio turco, sottolineando che la decisione “rimarrà in vigore fino a quando lo Stato ebraico non dichiarerà un cessate il fuoco immediato e consentirà l’accesso continuo degli aiuti umanitari a Gaza”. Siamo pronti a ogni scenario. E Hamas non si illuda che il ritiro delle truppe da Gaza Sud significhi la fine della guerra”. Lo spiega Israel Katz, ministro degli Esteri israeliano e fedelissimo di Netanyahu, in un’intervista a Repubblica. “Se troviamo un accordo” sul rilascio degli ostaggi “ci sara’ un temporaneo cessate il fuoco quindi l’Idf non entrerà a Rafah. Ma lo farà in futuro, a tempo debito. Hamas pensa che non lo faremo? Si sbaglia”. Un missile balistico antinave è stato lanciato ieri da un’area dello Yemen controllata dagli Houthi verso il Golfo di Aden, dove una nave della coalizione occidentale stava scortando un mercantile operato dall’Italia. Lo afferma il Comando centrale degli Stati Uniti, specificando che non sono stati segnalati danni o feriti. La nave cargo in questione è la M/V Hope Island, battente bandiera delle Isole Marshall e di proprietà del Regno Unito. Si tratta del quinto lancio missilistico rilevato dal Centcom contro l’imbarcazione. I leader di Francia, Egitto e Giordania chiedono un cessate il fuoco immediato a Gaza e un percorso verso una soluzione a due Stati in un editoriale sul Washington Post. I tre chiedono “il rilascio immediato di tutti gli ostaggi”.








