Dopo lo sciopero di otto ore, va avanti lo stato di agitazione dei dipendenti delle Industrie ceramiche del distretto di Civita Castellana, nel viterbese, come in tutta Italia. Permane il blocco degli straordinari e della flessibilità. Nel giorno dell’astensione dal lavoro più di 200 ceramisti civitonici hanno dato vita ad un presidio davanti ad una delle più grandi fabbriche del comprensorio. La mobilitazione è promossa da CGIL CISL e UIL, per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da un anno. Oltre agli adeguamenti salariali, alla luce dell’inflazione, i rappresentanti dei lavoratori chiedono, in particolare per Civita Castellana, un riordino e un adeguamento delle figure professionali, anche attraverso percorsi formativi, visto l’elevato grado di automazione degli impianti di produzione delle Industrie nel distretto del Viterbese. La vertenza riguarda circa 2000 dipendenti nel comprensorio industriale civitonico, dove si contano una trentina di fabbriche del settore dell’arredo bagno. Se le trattative non faranno registrare passi in avanti i sindacati ipotizzano un altro sciopero per metà giugno.






