sabato, Marzo 14, 2026

La morte di Stefano Cucchi: tre carabinieri a processo per falso e depistaggi

Menzogne, tentativi di sviare l’attività di indagine, reticenze. Con queste accuse tre carabinieri sono stati rinviati a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Roma in relazione alla morte di Stefano Cucchi. I militari coinvolti sono: Maurizio Bertolino, all’epoca dei fatti maresciallo presso la stazione di Tor Sapienza; Fortunato Prospero, capitano e comandante della sezione infortunistica e polizia giudiziaria presso il nucleo Radio Mobile di Roma, e il suo collega Giuseppe Perri, all’epoca dei fatti maresciallo. Secondo l’accusa, con le loro dichiarazioni avrebbero ostacolato la ricostruzione dei fatti durante il processo Cucchi-ter, relativo ai depistaggi. In particolare secondo il pm Giovanni Musarò, gli imputati avrebbero ”ostacolato” e ”sviato” le indagini con diverse dichiarazioni false, anche durante il procedimento. Le accuse sono a vario titolo depistaggio e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Bertolino avrebbe mentito ai suoi superiori. In particolare – secondo l’imputazione – nel 2021avrebbe detto di non sapere nulla dell’esistenza, nella stazione dei carabinieri di Tor Sapienza, di un raccoglitore con atti relativi al caso Cucchi. Fatto che invece gli era stato confermato da un collega. Poi, in aula, dopo aver ammesso di essere a conoscenza del dossier, avrebbe falsamente affermato di aver comunicato tutto ai suoi superiori. Il capitano Prospero in servizio al nucleo radiomobile di Roma, avrebbe scritto il falso nel ‘Memoriale di servizio’ del 2 novembre 2018 indicando che un maresciallo e un vice brigadiere, del suo reparto, erano impegnati in altri servizi esterni, mentre l’uno era stato sentito negli uffici della questura e l’altro lo aveva accompagnato. “Un intero Paese è stato preso in giro per sei anni”, disse così il pm Giovanni Musarò in aula, nel processo principale sui depistaggi rispetto al caso di Stefano Cucchi. In quel filone sono già stati condannati otto carabinieri, tra cui degli alti ufficiali. Nel procedimento il ministero della Difesa è responsabile civile mentre sono parti civili Riccardo Casamassima, uno dei testimoni chiave che contribuì a svelare il pestaggio in caserma ai danni di Stefano Cucchi, la moglie, i tre agenti della penitenziaria, finiti sul banco degli imputati nel primo processo Cucchi e poi assolti in via definitiva per non aver commesso il fatto, oltre all’associazione Cittadinanzattiva. La prima udienza del processo è stata fissata per il 25 settembre ottava sezione del Tribunale monocratico.

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