E’ iniziato stamane davanti al gip del Tribunale di Roma, l’interrogatorio di garanzia di Simone Borgese, l’uomo di 39 anni accusato di aver stuprato una studentessa alla fermata dell’autobus in via della Magliana all’incrocio con via delle Vigne, lo scorso 8 maggio intorno alle 15. Il presunto stupratore, già condannato a sette anni e mezzo di carcere dopo aver rapinato e violentato nel 2015 una tassista e nel 2014 una ragazzina nell’androne di un palazzo, è stato posto agli arresti domiciliari in casa della compagna, nella zona di Piana del Sole nel comune di Fiumicino. Il Gip, Maddalena Cipriani, nelle otto pagine del provvedimento di custodia cautelare scrive che “per quanto concerne l’attendibilità della persona offesa va evidenziato che la stessa ha descritto in modo dettagliato e coerente con tutte le fasi della triste vicenda che suo malgrado si trovata a vivere. Nel suo racconto ha anche specificato alcuni suoi comportamenti che, ad una lettura solo superficiale, potrebbero sembrare poco in linea con il fatto di essere stata vittima di abusi sessuali. Tali dettagli, alla luce delle spiegazioni fomite dalla ragazza, logiche e comprensibili, “avvalorano viceversa la genuinità e la veridicità del narrato”. La vittima ha infatti specificato che alcuni suoi comportamenti derivavano dalle scelte dalla stessa effettuate “per cercare di gestire al meglio la drammatica situazione in cui si era venuta a trovare e per evitare peggiori conseguenze”. In particolare, la stessa ha cercato in tutti modi di “arginare in modo pacifico gli intendimenti del suo abusatore e di trovare al contempo la possibilità di poter scendere dalla vettura e riacquistare la sua libera, cosi come anche di poter rientrare in possesso del proprio telefono cellulare, che era stato trattenuto a scopo ricattatorio dall’autore del reato”.






