Presunti prestanome e società utilizzate per frodare il fisco e riciclare denaro. Per la Guardia di Finanza esisteva una vera e propria associazione a delinquere. Al vertice – scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare – Roberto Messina, Presidente di Federanziani e responsabile del dipartimento politiche della terza età della Lega, finito ai domiciliari insieme ad altri 4 soggetti. Gli anziani – si legge nelle carte – utilizzati come copertura per nascondere interessi personali illeciti. L’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Roma è stata eseguita dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma nei confronti di 9 persone, accusate di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari, truffa, riciclaggio e auto-riciclaggio. Le indagini dei militari di Ostia hanno avuto origine da una denuncia presentata nei confronti di alcuni membri di una fondazione che, dal 2019 al 2022, ha gestito lo stabilimento balneare Village a Ostia, già oggetto di confisca nei confronti di esponenti del clan Fasciani e in carico all’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Messina e soci avrebbero ottenuto da varie case farmaceutiche, estranee alle indagini, circa 5 milioni di euro. Donazioni che avrebbero dovuto essere utilizzate per attività relative alla terza età. Il denaro invece – sostengono gli inquirenti – da Federanziani veniva girato ad altre società create ad hoc, scatole vuote, che emettevano fatture false per progetti inesistenti. I soldi, poi, venivano smistati sulle carte prepagate degli indagati, 34 in tutto, e spesi per scopi personali, compreso l’acquisto di una casa a Milano.
Le stesse persone erano a capo anche della Fondazione Senior Italia che dal 2019 al 2022 aveva gestito lo stabilimento Faber Village di Ostia, confiscato al clan Fasciani. Il lido del riscatto utilizzato per delinquere, sostiene la Procura. La denuncia di uno dei membri della fondazione nei confronti degli altri soci ha scoperchiato il vaso di Pandora. 30mila euro di ristori Covid intascati indebitamente, il subaffitto del ristorante e del bar dello stabilimento nonostante non fosse consentito e le manovre per ottenere una riduzione del canone della concessione demaniale.
Ostia: lo stabilimento confiscato al clan Fasciani per riciclare denaro






