La Russia ha abbastanza potenziale per rispondere al dispiegamento in Europa dei missili a lungo raggio americani. E i potenziali obiettivi sarebbero le capitali europee. Questo l’avvertimento lanciato dal Cremlino, secondo quanto riporta la Tass. La Nato, durante il vertice di Washington conclusosi giovedì 11 luglio, ha rilasciato una dichiarazione secondo la quale nel 2026 gli Stati Uniti inizieranno a dispiegare i loro missili a lungo raggio sul territorio tedesco per una presenza duratura. L’arsenale statunitense comprenderà missili SM-6, Tomahawk e armi ipersoniche, che hanno una gittata significativamente più lunga rispetto ai missili attualmente dislocati in Europa. Il viceministro degli Esteri russo Sergey Riabkov ha definito la decisione “un anello della politica di escalation, un elemento di intimidazione, che oggi diventa quasi una componente fondamentale della politica della Nato e degli Stati Uniti nei confronti della Russia”. Ha inoltre assicurato che Mosca definirà la natura della sua risposta “in modo calmo e professionale”. Dmitry Peskov, in un’intervista alla tv russa, ha parlato di una situazione “paradossale” riferendosi ai piani di dispiegamento di missili a lungo raggio americani in Germania: “Gli Stati Uniti hanno schierato una varietà di missili di diversa gittata in Europa, che sono tradizionalmente puntati sul nostro Paese. Di conseguenza, il nostro Paese ha designato le località europee come obiettivi dei nostri missili” ha affermato Peskov. “Il nostro Paese è nel mirino dei missili americani di stanza in Europa. Abbiamo già sperimentato questa cosa prima. Abbiamo abbastanza capacità di deterrenza rispetto a quei missili. Tuttavia, le potenziali vittime sono le capitali di quei Paesi” ha avvertito il portavoce del Cremlino.
Il Cremlino minaccia le capitali europee dopo la decisione della Nato sui missili a lungo raggio
- Advertisement -








