I negoziatori di Israele, Hamas, Stati Uniti e Qatar nella notte hanno firmato ufficialmente a Doha l’accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi israeliani. Ma la riunione per il via libera del governo dello Stato ebraico prevista per oggi potrebbe slittare a sabato, con l’avvio del cessate il fuoco non prima di lunedì. Inizialmente l’accordo prevedeva l’inizio della tregua da domenica 19 gennaio. Il ministro israeliano Ben Gvir, contrario a trovare un’intesa con Hamas, ha annunciato di essere pronto a dimettersi. Si è appreso quali siano stati gli ultimi dettagli che hanno portato alla firma della tregua tra Israele e Hamas, che era stata annunciata mercoledì da Doha ma che si è conclusa solo nella notte tra giovedì e venerdì. Le squadre negoziali hanno infatti proseguito i colloqui per finalizzare tutti i particolari e risolvere le ultime questioni in sospeso, come quella relativa ai nomi dei detenuti palestinesi da scarcerare in cambio della liberazione degli ostaggi che si trovano ancora nella Striscia di Gaza. “La resistenza palestinese” ha costretto Israele ad arrendersi e ad accettare l’accordo sul cessate il fuoco a Gaza e lo scambio di prigionieri: lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, durante una telefonata con il vice capo dell’ufficio politico di Hamas, Khalil al-Hayya. Araghchi si è congratulato con il gruppo palestinese parlando di una “vittoria della resistenza e del popolo palestinese” contro Israele nella guerra a Gaza. L’agenzia di stampa Irna riporta inoltre che Araghchi “ha elogiato la leggendaria fermezza del popolo palestinese di fronte al genocidio israeliano e ai crimini senza precedenti del regime negli ultimi 15 mesi”. Gli sviluppi in Medio Oriente, compresa la Siria, e il programma nucleare di Teheran, saranno tra gli argomenti in discussione oggi tra i presidenti russo Vladimir Putin e iraniano, Massud Pezeskhian, che si incontreranno al Cremlino. I due leader parleranno anche di “”altre questioni dell’agenda globale e regionale di reciproco interesse”, riferisce l’agenzia Ria Novosti. L’Ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha confermato che è stato raggiunto un “accordo per liberare gli ostaggi” e che ha ordinato al gabinetto politico di sicurezza israeliano di riunirsi nella giornata odierna. “Netanyahu è stato informato dal team negoziale che sono stati raggiunti accordi sull’intesa per liberare gli ostaggi”, ha affermato l’ufficio del premier israeliano in un comunicato aggiungendo che il governo si riunirà “per approvare l’accordo” dopo la riunione di oggi del gabinetto politico di sicurezza. L’amministrazione Biden si dice stupita dalle notizie secondo cui Israele starebbe pianificando di ritardare di un giorno l’attuazione dell’accordo sugli ostaggi, secondo quanto afferma l’emittente israeliana Channel 12. L’emittente ha riferito che il Primo Ministro Benyamin Netanyahu intende convocare una riunione di gabinetto per votare l’approvazione dell’accordo solo sabato, anziché domani. Secondo Channel 12, la Casa Bianca è “furiosa” per la decisione e avverte che il giorno in più potrebbe portare a ulteriori complicazioni nell’attuazione dell’accordo.
Israele e Hamas firmano l’accordo nella notte a Doha ma la tregua potrebbe slittare







