venerdì, Agosto 7, 2026

Incendio alla Tesla: rafforzate le misure di sicurezza per tutte le concessionarie

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“Abbiamo già adottato misure per rafforzare la sicurezza nelle nostre sedi”.
Tesla non attende i risultati delle indagini per prevenire ogni rischio dopo l’incendio divampato nella concessionaria di via Serracapriola, in zona Torre Angela alle 4.30 del mattino dello scorso 31 marzo. I responsabili delle filiali italiane dell’industria automobilistica di Elon Musk infatti non hanno dubbi: quell’incendio è risultato di un atto intenzionale. Questo quanto suggerito dalla loro analisi iniziale, scrivono in una nota.
La filiale dunque sarebbe stata il bersaglio di un attacco deliberato. A suggerire questa pista anche quella che si può considerare una campagna autoprodotta degli scorsi mesi: la comparsa sul web delle foto raffiguranti auto Tesla vandalizzate con scritte contro il fondatore Elon Musk. L’incendio del 31 marzo appare dunque facile da interpretare. 16 le auto andate a fuoco, ricostruisce l’azienda. Tra queste non tutte erano veicoli destinati alla vendita. C’erano anche le auto private dei dipendenti.
E per smascherare i responsabili sono in campo i mezzi necessari, primo tra tutti la collaborazione con le forze dell’ordine che indagano sulla vicenda. In questura le bocche sono cucite sull’informativa che la digos ha trasmesso ai pm dell’antiterrorismo diretti dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi. E l’ipotesi che si sia trattato di un attacco incendiario è ancora oggetto di accertamenti da parte degli investigatori.

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