Il sindaco Tidei risponde alle affermazioni del commissario cittadino della Lega Giuseppe Maddaloni riguardo all’uso dell’auto istituzionale da parte del sindaco. Il sindaco Tidei evidenzia come l’attacco sia strumentale, basato su pretesti minimi e proveniente da un passato politico poco limpido della Lega, richiamando fatti passati che coinvolgono comportamenti discutibili e vicende giudiziarie di esponenti leghisti. Il sindaco sottolinea che il caso in esame riguarda un utilizzo minimo dell’auto istituzionale, pari a circa 80 euro, che sarà soggetto a giudizio e sulla quale si attendono le decisioni della giustizia a settembre. Lo paragona a un uso personale molto leggero di un bene pubblico, mettendo in evidenza che la rilevanza di un reato di peculato dipende dall’elemento di occasionalità e significatività, entrambi assenti nel suo caso. Inoltre, Tidei denuncia un doppio standard, ricordando come in passato la stessa Lega abbia avuto comportamenti ben più gravi, come l’appropriazione di coperture economiche per opere pubbliche e l’uso discutibile di auto di servizio durante la campagna elettorale, con auto che facevano pieni di benzina come se fossero private, e con un ex-sindaco condannato e rinviato a giudizio per corruzione. Questo rafforza la sua posizione che l’attacco odierno sia mosso più da motivazioni politiche e vendette personali, piuttosto che da reali preoccupazioni di legalità. Tidei chiede quindi un confronto più trasparente e basato sui fatti concreti, criticando la superficialità e la strumentalizzazione del caso da parte della Lega, e sottolineando come anche all’interno dello schieramento di destra ci siano dubbi sulla natura dell’accusa. Conclude implicando che questa vicenda sia una manovra orchestrata da chi cerca di vendicarsi della sconfitta elettorale, denigrando la Lega di Maddaloni e la loro credibilità sulla legalità e trasparenza amministrativa.
Una manovra orchestrata da chi cerca disperatamente una vendetta






