domenica, Maggio 24, 2026

Il G7 convince Trump, dichiarazione comune sulla de-escalation: “Israele ha diritto a difendersi”

Il G7 canadese riserva una nuova sorpresa, dopo la partenza anticipata di Donald Trump per l’escalation in Medio Oriente. I leader, aggiustando il linguaggio della bozza, sono riusciti a convincere il presidente americano a firmare una “dichiarazione sui recenti sviluppi tra Israele e Iran”, dopo il suo iniziale rifiuto. Nella premessa i sette ribadiscono il loro “impegno per la pace e la stabilità in Medio Oriente” e affermano in questo contesto che “Israele ha il diritto di difendersi”, confermando il loro “sostegno alla sicurezza di Israele” ma affermando “anche l’importanza della protezione dei civili”.   Quindi hanno puntato il dito contro Teheran accusandolo di essere “la principale fonte di instabilità e terrore nella regione” e ricordando di aver sempre  “affermato con chiarezza che l’Iran non deve mai ottenere un’arma nucleare”. Quindi il passaggio chiave, dopo la modifica della formulazione iniziale che prevedeva solo un appello alla de-escalation del conflitto tra Israele e Iran: “sollecitiamo che la risoluzione della crisi iraniana porti a una più ampia de-escalation delle ostilità in Medio Oriente, compreso un cessate il fuoco a Gaza”. Infine l’assicurazione che “resteremo vigili rispetto alle implicazioni per i mercati energetici internazionali e pronti a coordinarci, anche con partner che condividono i nostri stessi valori, per tutelare la stabilità del mercato”. Un primo successo del premier Mark Carney, padrone di casa del G7, e del coordinamento degli alleati, che hanno tessuto una paziente tela diplomatica, salvando per ora l’unita’ del gruppo. “Abbiamo parlato di Ucraina ieri sera a cena, ne abbiamo parlato stamattina col presidente Zelensky al quale ovviamente ho portato la solidarietà del popolo italiano per i brutali attacchi che abbiamo visto anche nella notte di ieri. Rifletto con voi sul fatto che ogni volta che si cerca di fare qualche passo in avanti, la Russia provoca con attacchi di questo genere, sulla popolazione civile”. Così la premier Giorgia Meloni, al termine del G7 canadese.  Anche sul conflitto russo-ucraino, ha evidenziato la presidente del Consiglio, “c’è convergenza di vedute” all’interno del G7: “Siamo tutti quanti d’accordo nel sostenere gli sforzi degli Stati Uniti e del presidente Trump verso una pace giusta e duratura”. Sui dazi c’è “una negoziazione in corso, c’è stato anche un colloquio qui tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen: significa che si continua a parlare e a cercare delle soluzioni”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti al termine del G7 in Canada. “Se io dovessi vedere la costanza del dialogo, del rapporto che oggi c’è, la franchezza, la serenità del rapporto che oggi c’è – ha aggiunto – direi che lo scenario è parecchio cambiato e direi anche che dobbiamo essere fieri come Italia del lavoro che abbiamo fatto per costruire un dialogo che fosse costante, franco ma sicuramente sereno e aperto. Ovviamente sto facendo la mia parte ma so che il negoziato sta andando avanti, non voglio dirvi che sono ottimista ma penso che bisogna continuare a lavorare e che alla fine una soluzione si troverà”, ha concluso. “Siamo tutti d’accordo sul fatto che non possa esserci un Iran che si dota dell’arma nucleare”. Lo dice la premier Giorgia Meloni in Canada. “Di fronte a una minaccia che è reale – aggiunge – avete visto anche gli ultimi rapporti dell’Aiea. Siamo d’accordo sul fatto che Israele abbia il diritto di difendersi, ma l’obiettivo al quale tutti lavoriamo è arrivare a negoziazioni che consentano davvero di impedire che l’Iran diventi una potenza nucleare”. Ma “affidare la mediazione a Putin non è un’opzione da seguire”, aggiunge Meloni. Volodymyr Zelensky al vertice G7 in Canada è stato accolto dal primo ministro canadese Mark Carney, che ha annunciato l’introduzione di nuove sanzioni da parte del Canada nei confronti della Russia. Il presidente ucraino ha partecipato alla sessione di lavoro dedicata alla sicurezza dell’Ucraina, insieme agli altri leader del G7. In agenda era prevista anche una riunione ristretta tra Zelensky e i leader di Francia, Italia, Germania e Regno Unito che tuttavia è stata annullata. Secondo quanto riferito, la sessione plenaria – prolungatasi oltre i tempi previsti – avrebbe già affrontato in modo esaustivo i principali temi sul tavolo. 

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