martedì, Gennaio 13, 2026

Omicidio Stefania Camboni: i RIS al lavoro sui reperti, la svolta potrebbe essere vicina

È entrata in una fase cruciale l’inchiesta sull’omicidio di Stefania Camboni, la donna uccisa in circostanze ancora misteriose. I riflettori sono ora puntati sui laboratori dei RIS di Roma, dove sono in corso analisi scientifiche su tracce ematiche, impronte digitali e oggetti trovati nei pressi della scena del crimine. A confermarlo è Massimiliano Gabrielli, avvocato della famiglia Camboni-Violoni, che ha anche annunciato la partecipazione del generale Luciano Garofano, in qualità di consulente tecnico della parte offesa, alle attività di accertamento. Un passaggio chiave dell’indagine riguarda una busta abbandonata a pochi metri dall’auto della vittima, all’interno della quale i Carabinieri avrebbero rinvenuto: un coltello compatibile con l’arma del delitto, guanti in lattice, altri oggetti potenzialmente compromettenti. L’analisi del DNA e delle impronte potrebbe fornire riscontri oggettivi e aiutare a stabilire chi abbia toccato quei materiali. «È fondamentale chiarire – ha dichiarato Gabrielli – chi abbia manipolato i guanti e se vi siano residui biologici in grado di fornire indicazioni utili all’indagine». Segnali di avanzamento arrivano anche dalla Procura, che ha autorizzato la restituzione della salma ai familiari per la sepoltura. «Un gesto di sensibilità umana – ha detto l’avvocato – ma anche un segnale che gli esami post-autopsia sono stati ultimati. Ci auguriamo che questo preluda a nuove acquisizioni investigative». Uno degli aspetti più delicati è la ricostruzione dell’orario preciso del delitto, che potrebbe restringere significativamente il ventaglio dei sospetti. Le tracce ematiche rinvenute nella villetta e sui veicoli, combinate con i nuovi reperti, potrebbero disegnare un quadro più chiaro degli eventi avvenuti subito dopo il delitto. Resta iscritta nel registro degli indagati una figura centrale della vicenda: Francesco Violoni, figlio della vittima. Secondo la difesa si tratta di un atto “tecnico”, necessario per garantirgli la piena partecipazione agli accertamenti irripetibili. Il coltello rinvenuto, infatti, risulterebbe un oggetto a lui regalato anni fa, e utilizzato in passato prima di un trasloco. Non mancano i dubbi: perché abbandonare una busta con oggetti così compromettenti a pochi metri dalla vettura di Stefania Camboni? Gli inquirenti non escludono un tentativo goffo di liberarsi delle prove. In attesa dei risultati completi, attesi nelle prossime settimane, i primi riscontri potrebbero arrivare già a breve. Saranno determinanti per dare una svolta a un’indagine ancora aperta, ma che – grazie al lavoro dei RIS – sta finalmente entrando nel vivo.

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